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Ferimento figlio Ventura, accoltellatore gli ha mandato una lettera: "In cella ho capito di avere sbagliato"

Il Gup: "Non sono solo quattro i colpevoli, altri sono sfuggiti alle indagini". Bettarini salvato, scrive il giudice, dal suo fisico

Davide Caddeo, il 30enne condannato a 9 anni per aver accoltellato Niccolò Bettarini e ora ai domiciliari, ha scritto una lettera al figlio dell'ex calciatore Stefano Bettarini e della conduttrice tv Simona Ventura. Nella missiva l'uomo dice di "aver compreso durante la carcerazione i molti sbagli commessi" e di "essere determinato" a seguire "un programma che lo aiuti a uscire dalla tossicodipendenza che lo ha portato ad azioni come quella avvenuta".

Nelle motivazioni della sentenza del gup con cui sono state emesse le condanne, si chiarisce che il 20enne non venne aggredito in quanto "figlio di Bettarini". Sembra che "nessuno o quasi nessuno" degli aggressori "lo conoscesse" e "non sembra" che l'aggressione "fosse dall'inizio mirata alla sua persona".

Il pm aveva contestato ai quattro imputati di "aver agito per motivi abietti (in quanto discriminatori) e futili, quali essere 'il figlio di Bettarini'". Per il giudice, però, mentre è "pacifica" l'aggravante dei futili motivi, non può essere riconosciuta quella dei motivi discriminatori: "Nel corso dell'indagine vi sono stati solo isolati riferimenti al fatto che qualcuno avesse gridato che il giovane era il 'figlio di Bettarini' e forse proprio per tale ragione andasse appunto colpito".

Il gup, invece, mette in evidenza la "futilità" e la "assoluta banalità" delle "ragioni alla base dell'azione commessa", perché l'aggressione sarebbe "scaturita da una lite avvenuta parecchio tempo prima, precisamente il 4 marzo (2018), in un'altra discoteca, il Gate". Per il giudice, ad ogni modo, "alcune circostanze del fatto rimangono incerte".

Fondamentale la testimonianza video del taxista - Per il giudice "è doveroso ricordare che l'immediato esito positivo delle indagini è stato reso possibile anche dal senso civico dimostrato dal taxista" sulla cui "vettura erano saliti dopo il fatto due degli aggressori". Resosi subito conto che i due giovani potevano essere "responsabili dell'episodio di cui aveva appreso poco prima mentre transitava dinanzi alla discoteca, ha subito attivato il sistema di ripresa audio e video interno".

Altri sfuggiti alle indagini - Altre persone però sembra abbiano partecipato al pestaggio di Bettarini. Lo scrive sempre il gup nelle motivazioni. Quattro sono stati condannati: Davide Caddeo, 29enne accusato di aver sferrato le nove coltellate, a cui sono stati inflitti 9 anni; 5 anni e 6 mesi ad Alessandro Ferzoco; 6 anni e 6 mesi ad Albano Jakej; 5 anni ad Andi Arapi. Ma secondo le indagini il gruppo del pestaggio era composto da 8-9 uomini. Alcuni "degli amici di Ferzoco risultano gravemente sospettati" e in particolare "Pasquale Montefusco, che aveva schiaffeggiato" un amico di Bettarini "all'interno della discoteca, innescando la situazione di tensione". Lo stesso gup indica i nomi di altri tre giovani che "probabilmente hanno partecipato ai fatti ma nessuno" è stato "indiziato, nemmeno per rissa".

Bettarini salvato dal suo fisico - Per il giudice, poi, è probabile "che solo la corporatura molto robusta di Bettarini abbia evitato che le ferite provocassero danni maggiori e cioè attingessero in modo ancor più pericoloso gli organi vitali".

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