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Coronavirus, muore cassiera di 48 anni di un supermarket a Brescia

Lʼattività commerciale è stata chiusa per permettere la sanificazione della struttura

Coronavirus, ancora code davanti ai supermercati a Milano

Una dipendente in un supermercato, risultata positiva al coronavirus, è morta a Brescia. La vittima è una donna di 48 anni, che lavorava come cassiera e che era a casa da inizio settimana con febbre alta. Le sue condizioni si sono però aggravate nella notte fino al decesso avvenuto in casa. Il supermercato è stato chiuso per permettere la sanificazione della struttura.   
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Margherita Distribuzione, che gestisce i punti vendita della rete ex-Auchan, afferma che le ragioni del decesso "non sono note", ma immediata è scattata la chiusura del supermercato e la sanificazione. "Se saranno confermate cause diverse dal Covid 19 per il decesso della signora - si legge ancora - nelle prossime ore il punto vendita tornerà a garantire il proprio servizio alla cittadinanza".

 

La morte di una cassiera di un supermercato ripropone uno dei temi più delicati, con migliaia di lavoratori e lavoratrici che continuano a lavorare nei luoghi di fatto più affollati e che non verranno mai chiusi. "Le federazioni sindacali nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil - ha detto il segretario generale della Fisascat-Cisl, Davide Guarini - hanno reiteratamente chiesto al Governo ed alle Regioni di adottare provvedimenti coordinati al livello nazionale per ridurre l'orario di apertura delle attività commerciali. E' necessario innalzare i livelli di guardia su dotazioni di dispositivi di protezione individuale dei lavoratori, distanziamenti interpersonali, modalità di
afflusso della clientela".

 

A 48 anni, è una tra le più giovani vittime della provincia bresciana dove i numeri continuano ad essere molto alti, inferiori in Lombardia solo a quelli di Bergamo. Ci sono altri 400 contagiati in giorno per un totale arrivato a 4.648  e i morti sono 571, con 53 persone decedute solo ieri. Secondo quanto riferito da Ats sono invece 1156 le persone dimesse dagli ospedali e oggi obbligate all'isolamento in casa. Un secondo dato positivo riguarda Orzinuovi, che dopo il capoluogo rappresenta il Comune con maggiori contagi e maggiori vittime. Da ieri però si registra un solo nuovo caso, dopo che il paese di fatto, e' blindato dallo scorso 5 marzo, da quando il sindaco ha disposto la chiusura di negozi, bar e ristoranti.

 

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