Le indagini

Latina, bimbo annegato in piscina: tutto quello che non torna | La rabbia dei genitori: "Niente grate di sicurezza"

L'autopsia sul piccolo Gabriele chiarirà se il bimbo sia morto per un malore oppure per un tragico incidente. Ma ci sono molti altri nodi da sciogliere

20 Apr 2026 - 10:10
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Proseguono serrate le indagini sulla morte del piccolo Gabriele Ubaldo Petrucci, il bambino di sette anni annegato sabato 18 aprile in una delle piscine di un centro a Suio Terme, nel comune di Castelforte in provincia di Latina. L'autopsia chiarirà in particolare se il bimbo sia morto a causa di un malore oppure per un tragico incidente che potrebbe essere stato causato, come sostenuto dal legale della famiglia del bambino, dall'assenza della griglia di protezione in uno dei bocchettoni della vasca, che ora è sotto sequestro. 

Il bagnino e il manutentore

  Ma i nodi da sciogliere restano molteplici. La Procura, che ha aperto un'indagine con l'ipotesi di omicidio colposo al momento contro ignoti, in queste ore sta cercando di chiarire diversi aspetti. Tra questi, come riportato dal quotidiano Il Messaggero, dove si trovasse esattamente il bagnino nei secondi decisivi in cui Gabriele è rimasto sott'acqua. E ancora l'aspetto della manutenzione: secondo quanto riportato dal quotidiano il procuratore di Cassino ha fatto sapere che sul posto sarebbero stati presenti "il responsabile dell'albergo e un manutentore dell'impianto". Le indagini dunque si stanno concentrando anche su questo aspetto per capire se la presenza di quest'ultimo fosse "ordinaria" oppure se fossero in corso degli interventi di manutenzione.

La griglia di sicurezza

 C'è poi la questione del bocchettone della vasca in cui si trovava Gabriele. Per il legale della famiglia "la griglia non era presente e il bocchettone era libero" e, secondo quanto raccontato dai famigliari pare che la grata di protezione si trovasse non lontano. 

"C'era questa bocca di aspirazione che era sprovvista della griglia e la griglia sembrerebbe che sia stata ritrovata a molti metri di distanza o su un prato o dentro la piscina ma lontano dal bocchettone - aggiunge il legale della famiglia Petrucci parlando a Il Messaggero - l'ipotesi è che chi abbia fatto manutenzione o chi doveva ricollocare la griglia non l'abbia fatto, l'alternativa, al momento senza fondamento, è che sia stata messa male e dunque si sia tolta".

La dinamica

 "Gabriele stava facendo il bagno con la mamma mentre il papà si trovava fuori - spiega ancora l'avvocato - ma era lì a meno di tre metri, poi Gabriele è scomparso, credevano che fosse uscito, il papà si è avvicinato al bordo e ha intravisto il corpicino del figlio". Secondo quanto raccontato al quotidiano il bambino si dimenava sotto acqua ma non riusciva a riaffiorare: il genitore si è gettato in piscina con la madre "e l'ausilio di una coppia di amici oltre che altri bagnanti lo ha afferrato ma non riuscivano a tirarlo fuori, perché il bambino era rimasto incastrato nel tubo di aspirazione", spiega il legale.

Se il bocchettone fosse in sicurezza o meno lo stabilirà la consulenza tecnica annunciata dalla Procura. "Stiamo svolgendo tutti gli accertamenti e procederemo con l'incarico di una consulenza tecnica", ha chiarito a Il Messaggero il procuratore. "Il tema dell'indagine riguarda vari profili testimoniali e profili tecnici. Abbiamo ascoltato tante persone, effettuato i primi accertamenti sulla piscina, poi con i tecnici. L'aspirazione ha trattenuto il bambino giù, questa è un'ipotesi verosimile. L'autopsia ci dirà la causa della morte e se vi siano ferite sul corpo compatibili con il bocchettone che lo ha trattenuto".

I genitori di Gabriele chiedono giustizia

 Intanto i genitori, straziati dal dolore, chiedono solo giustizia e che l'indagine chiarisca ogni aspetto della vicenda in tempio brevi. "Siamo devastati" - fanno sapere mamma e papà di Gabriele anche loro sentiti nelle ultime ore dagli investigatori. Il loro racconto servirà a fornire elementi utili alle indagini e in particolare per ricostruire gli ultimi istanti di vita del ragazzino che frequentava un istituto scolastico del centro di Roma.

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