si rischia di battere i picchi del 2003

Sos caldo, 12 città da bollino rosso | Stress da calore sempre più frequente

L’anticiclone africano ha piantato le tende sulla Penisola e secondo i meteorologi la situazione sembra destinata a peggiorare ulteriormente

22 Giu 2026 - 19:48
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In Italia è Sos caldo. Sono 12 le città da bollino rosso. Martedì 23 giugno, massimo rischio anche a Venezia, Viterbo e Ancona. Mercoledì addirittura 16. L’estate è iniziata con un'ondata di calore molto intensa. In alcune città europee si sono già raggiunti i 40 gradi e a spaventare è soprattutto la durata che potrebbe rendere questa calura tra le più pericolose rispetto a quelle degli anni precedenti. In particolare in Italia, la situazione meteorologica appare piuttosto preoccupante, l'anticiclone africano "Cerberus" sta portando temperature record, con poca escursione tra il giorno e la notte.

La situazione sembra destinata a peggiorare ulteriormente. I modelli matematici, infatti, indicano che la bolla africana potrebbe spostarsi verso il nostro Paese con punte di 39-40°C nelle zone interne del Centro-Nord, anche nelle ore più fresche e fino a prima dell’alba.

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Italia rovente da Nord a Sud

 Il caldo non dà tregua al nostro Paese. Lunedì 22 giugno sono 12 le città italiane da bollino rosso e, da martedì 23 si aggiungono anche grandi città come Venezia, Viterbo e Ancona. E da mercoledì anche Latina. Siamo alle soglie di una fase meteo climatica davvero anomala in Italia. Il caldo intenso di queste ultime settimane potrebbe addirittura battere i picchi raggiunti nel 2003. A preoccupare è soprattutto la durata dell'ondata subtropicale. Le temperature rimangono molto alte anche di notte (oltre 27-29°C), creando le cosiddette "notti tropicali" che impediscono il riposo e aumentano lo stress fisico.

Le temperature massime in Pianura Padana si attestano attorno ai 37-38°C, con punte locali addirittura superiori. L’Emilia-Romagna è tra le regioni più colpite, con le pianure di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Ravenna che registrano temperature massime tra 36 e 38 gradi. Al Centro non si può dire che la situazione sia migliore perché temperature simili si registreranno in Toscana, Umbria e Lazio. Al Sud e sulle coste il caldo è mitigato dalle brezze, ma il clima resta afoso e pesante.

A Milano le massime si assestano sui 36-38 °C per tutta la settimana, e non è prevista una riduzione significativa fino a inizio luglio. A Torino sono previste massime che potranno raggiungere i 39 gradi, mentre a Roma e Napoli non si supereranno i 36 gradi. In Sardegna nella giornata di oggi, lunedì 22 giugno, registrate temperature elevate, al di sopra dei 34 gradi con picchi che sono destinati a raggiungere anche i 40 gradi su Medio Campidano, Marmilla, Oristanese, Piana di Ottana e Piana di Ozieri. Su gran parte della regione le temperature minime della notte non scenderanno al di sotto di 20-22°C.

Cresce lo stress da calore

 Stanno aumentando in tutto mondo gli episodi di stress da calore, che si verificano quando l'organismo fatica a regolare la propria temperatura interna a causa del caldo eccessivo: se nel 1970 colpivano il 16% della popolazione globale, oggi la percentuale è salita al 22%, pari a circa un miliardo di persone in più. Tra le zone più vulnerabili, insieme a Nord Africa, America del Sud e alla parte meridionale del Nord America, c'è anche l'Europa meridionale: qui si è passati da una media di 112 episodi a una di 133 per il periodo 2015-2024, e si possono registrare fino a 50 giorni e notti in più all'anno all'insegna dell'afa e a rischio di forte stress da calore rispetto agli anni '70 del secolo scorso. È quanto emerge dallo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change condotto dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), con le due sedi a Reading, nel Regno Unito, e a Bonn, in Germania.

Sebbene le ondate di calore stiano diventando sempre più frequenti, lunghe e intense, ci sono pochi dati su come è cambiata negli ultimi decenni la percezione delle persone di questi eventi. Lo stress da calore, o stress termico, è influenzato non soltanto dalla temperatura esterna, ma da altri fattori quali umidità, vento e radiazione solare. Per valutarlo, gli autori della ricerca guidati da Rebecca Emerton, che coinvolgono anche due ricercatrici italiane che lavorano all'estero, hanno utilizzato l'Indice Climatico Termico Universale (Utci), che incorpora tutti questi fattori per misurare la temperatura percepita dall'organismo e la sua risposta all'ambiente.

Analizzando i dati dal 1950 al 2024, i ricercatori hanno scoperto che le temperature percepite hanno cominciato ad aumentare a partire dagli anni '70. Gli episodi di forte stress si sono intensificati soprattutto nelle notti più afose, le cosiddette notti tropicali, per le quali la temperatura percepita è salita di 0,32 gradi ogni decennio. Per i giorni percepiti come più torridi, invece, è aumentata di 0,27 gradi. Se all'inizio l'esposizione ad almeno un giorno di stress termico estremo riguardava il 16% della popolazione mondiale, ora colpisce il 22%, pari a un miliardo di persone in più. I risultati evidenziano come lo stress termico stia aumentando in frequenza, gravità e durata, sia di giorno che di notte, e suggeriscono la necessità di contromisure per tutelare la salute della popolazione. Come per esempio, sistemi di allerta precoce, interventi di raffreddamento urbano e l'integrazione dei parametri relativi allo stress termico nelle valutazioni del rischio climatico.

Cosa sta succedendo

  Il motore di questa anomalia termica è una massiccia bolla d'aria rovente di origine subtropicale che si sta espandendo sull'Europa centro occidentale e sul Mediterraneo. La combinazione tra la massa d'aria, già in origine molto calda, e il riscaldamento da compressione (l'aria all'interno della struttura anticiclonica viene letteralmente schiacciata verso il suolo e, di conseguenza, si riscalda ulteriormente) sta generando temperature estremamente anomale (fino a 15°C in più rispetto alle medie del periodo in Francia e Germania); a rischio insomma i record della terribile estate del 2003.

Nel resto d'Europa

 La Francia e la Germania in queste settimane sono il vero e proprio "cuore" del caldo europeo. In questi due Paesi si registreranno le anomalie più pesanti, con possibili picchi massimi fino a 40 gradi che potrebbero investire metropoli come Parigi e diverse città tedesche. La bolla calda riuscirà a spingersi molto a nord, valicando la Manica. A Londra si attendono temperature fino a 35°C, un valore di assoluto rilievo che metterà a dura prova l'infrastruttura urbana britannica.

Il nostro Paese non resterà ai margini di questa configurazione. L'Italia andrà incontro a giorni di calore diffuso e prolungato. Nei prossimi giorni le temperature toccheranno diffusamente i 38-39°C, concentrandosi soprattutto sulle pianure del Nord e su tutte le regioni tirreniche. Centri urbani come Milano, Firenze e Roma sperimenteranno condizioni di forte stress bioclimatico, con picchi di 37-38 gradi percepiti ancora di più a causa dell'effetto "isola di calore". Il vero disagio si avvertirà dopo il tramonto.
 

I termometri faranno fatica a scendere

  Le temperature non scenderanno sotto la soglia dei 24-25°C (notti super tropicali), impedendo il naturale raffreddamento del corpo e peggiorando la qualità del sonno. A causa della tantissima energia che si andrà ad accumulare si potranno innescare violenti temporali sulle Alpi e nelle zone interne del Centro Italia. Eventi che, pur essendo localizzati nello spazio e nel tempo, rischiano di risultare particolarmente intensi, accompagnati da grandine, colpi di vento (downburst) e nubifragi.

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