FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonnelogo mastergameCreated using FigmaGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Nascite al minimo storico e speranza di vita in aumento: per l'Istat l'Italia è tra Paesi più vecchi al mondo

Secondo lʼAnnuario dellʼistituto di statistica, i nuovi nati non erano così pochi da centosessantʼanni. E contemporaneamente diminuiscono i decessi

L'Italia è "uno dei Paesi più vecchi al mondo": è l'impietosa fotografia scattata dall'Istat, che nel suo Annuario spiega come la causa sia la diminuzione della natalità e l'aumento della speranza di vita. "Nel 2018 - spiega l'istituto di statistica - continua il calo delle nascite", da 458.151 nel 2017 a 439.747, "nuovo minimo storico dall'Unità d'Italia". La speranza di vita media, invece, "si attesta su 80,8 anni per i maschi e 85,2 per le femmine".

Nel 2018 diminuisce anche il numero dei decessi, che "raggiunge le 633.133 unità": l'Italia si ritrova così a essere ai vertici mondiali per età media della popolazione, "con 173,1 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019".

 

 

Aumentano i single Secondo l'Annuario Istat, inoltre, le famiglie italiane sono sempre di più ma sempre più piccole: i nuclei familiari sono infatti arrivati a essere 25 milioni e 700mila, e se nel 33,2% si tratta di coppie con figli (la tipologia che ha fatto registrare la maggiore diminuzione negli ultimi anni: +11,5% dal 1997-98), addirittura il 33% sono "famiglie unipersonali" (cioè i single), in costante aumento nel corso degli anni.

 

 

Meno divorzi ma anche meno matrimoni Sempre per quanto riguarda le famiglie, nel 2017 i matrimoni hanno ripreso a diminuire con 191.287 celebrazioni, quasi 12mila in meno in un anno. Anche le separazioni legali sono però diminuite, passando da 99.611 del 2016 a 98.461 del 2017, mentre i divorzi, dopo il recente aumento dovuto all'entrata in vigore del cosiddetto 'divorzio breve', hanno subito una contrazione attestandosi a 91.629 (7.442 in meno rispetto al 2016).

 

Italia: famiglie, nati e morti, ecco tutti i numeri dellʼannuario Istat

 

 

Tasso di aborti tra i più bassi in Ue Il tasso di ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza nel 2017, secondo l'Annuario Istat, si mantiene tra i più bassi d'Europa, pari a 6 casi ogni mille donne di età tra i 15 e i 49 anni.

 

 

Il pranzo resta il pasto principale L'annuario si occupa anche delle abitudini a tavola, e sottolinea come l'Italia sia "ancora lontana da un'ampia diffusione del modello basato sul pasto veloce consumato fuori casa. I dati relativi al 2018 evidenziano che il pranzo costituisce, infatti, ancora nella gran parte dei casi il pasto principale (66,8% della popolazione di 3 anni e più) e molto spesso è consumato a casa (71,9%), permettendo così una scelta degli alimenti e una composizione dei cibi e degli ingredienti piu' attente rispetto ai pasti consumati fuori casa".

 

 

Boom per le università online I corsi di laurea, secondo l'Istat, viaggiano sempre più online: "nell'anno accademico 2017/18 gli iscritti alle università telematiche, in crescita da alcuni anni, raggiungono i 93.651 iscritti (+ 23,9% rispetto all'anno precedente)".

 

 

Ma non si arresta la fuga dei cervelli La "fuga di cervelli" dal nostro Paese, però, secondo l'Annuario Istat non si arresta: "sempre più dottori di ricerca decidono di lasciare l'Italia: il 15,9% dei dottori del 2012 e il 18,5% dei dottori del 2014 dichiara di vivere abitualmente all'estero. Tali percentuali sono superiori di 4,3 punti a quelle rilevate nella precedente indagine".

 

Aumentano gli stipendi Nel 2018, secondo l'Istat, gli stipendi sono tornati a salire: "dopo una fase di decelerazione che perdurava da nove anni, le retribuzioni contrattuali orarie nel totale economia sono tornate ad aumentare (+1,5%). Tale variazione è stata determinata per più di due terzi dai miglioramenti economici intervenuti nell'anno. Il contributo maggiore e' derivato dagli aumenti retributivi previsti per la quasi totalità dei dipendenti pubblici (+2,6%) dopo il blocco contrattuale che si protraeva dal 2010".

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali