I dati e gli ultimi episodi

Tempeste di grandine sempre più grandi, frequenti e violente: ecco perché

L'Italia, soprattutto al Nord, si scopre sempre più vulnerabile di fronte a fenomeni atmosferici di straordinaria portata

19 Lug 2026 - 10:40
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L'Italia si scopre sempre più vulnerabile di fronte a fenomeni atmosferici violenti. E i dati confermano che le tempeste di grandine nel nostro Paese sono aumentate per frequenza e intensità anche a causa degli effetti del cambiamento climatico. Il recente nubifragio che ha colpito Milano (sorprendendo anche i fan dell'artista portoricano Bad Bunny che ha dovuto sospendere il concerto all'Ippodromo La Maura e provocando feriti proprio dalla grandine) ne è solo l'ultima testimonianza e si inserisce in un trend pluriennale che gli scienziati monitorano con forte preoccupazione.

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Grandinate più frequenti

 Secondo i dati raccolti e analizzati dall'European Severe Storm Laboratory, la probabilità di assistere a grandinate con chicchi definiti "molto grandi" (superiori a 5 centimetri di diametro) è oggi circa tre volte superiore rispetto agli anni '50. Specialmente nell'Italia settentrionale, l'area geografica che negli ultimi tempi ha visto aumentare in maniera più sensibile gli eventi atmosferici contrassegnati da grandine di dimensioni notevoli. A incidere in maniera particolare è infatti il microclima che caratterizza questa porzione del Paese, incastonata tra le Alpi e la pianura padana, e dunque trasformata in un hotspot globale della grandine gigante, spesso e volentieri vera e propria raffica di proiettili capace di danneggiare oggetti e ferire persone.

Perché si formano chicchi giganti

 Provando a dare una spiegazione scientifica non si può che partire dalle temperature del Mar Mediterraneo sempre più elevate: aumentando l'evaporazione dell'acqua, la bassa atmosfera si carica di enormi quantità di aria calda e umidità. Un flusso che però si scontra con l'effetto barriera delle montagne. Così, quando questa massa d'aria instabile si imbatte nei rilievi alpini (ma anche appenninici) viene spinta violentemente verso l'alto, dando origine a una serie di correnti ascensionali di notevole portata. Ad alta quota, l'incontro con venti freddi e intensi genera temporali dotati di moti rotatori. Più l'aria calda dal basso è intensa, più i chicchi di ghiaccio vengono sostenuti in aria, continuando a fluttuare e ad accumulare strati di acqua ghiacciata prima di cadere al suolo per via della gravità. Se però il "chicco" incontrerà nuovamente una corrente sufficientemente potente, il fenomeno si ripeterà, andando così a formare dei globuli sempre più grandi. E pericolosi.

Il trend del 2026

 Sempre secondo i dati raccolti, l'Italia è tra le nazioni europee che hanno registrato il maggior incremento termico, con un aumento che si avvicina ai +2°C. Le ondate di calore sono diventate più frequenti, intense e durature, creando le condizioni ideali per una maggiore disponibilità di energia in atmosfera, che alimenta lo sviluppo di celle temporalesche intense.

Il caso di Milano

 Le tempeste di ghiaccio non sono più soltanto un disagio meteorologico, ma rappresentano un rischio sistemico a tutti gli effetti. Basti pensare ai danni all'agricoltura, con interi raccolti distrutti in pochi minuti e la conseguente rovina delle filiere alimentari locali. Senza contare le auto danneggiate, i tetti e i panneli solari bucati, le strutture martoriate e, non ultimo, i ferimenti delle persone come accaduto di recente in Brianza, oppure a Milano durante il concerto di Bad Bunny: tutte conseguenze che costringono a ripensare non solo le politiche climatiche e ambientali, ma anche la sicurezza dei grandi eventi all'aperto.

Le misure... contano

 Infine una curiosità. Stando alle rilevazioni, il primato storico apparterrebbe ad Azzano Decimo (Pordenone), dove il 24 luglio 2023 è caduto un chicco dal diametro record di 19 centimetri, il più grande mai documentato in Europa. Il record mondiale spetta però alla cittadina di Vivian, nello stato americano del South Dakota, dove nel 2010 un blocco di ghiaccio ha toccato i 20,3 centimetri di diametro.

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