Corso di "intelligenza naturale"

Famiglia nel bosco, Catherine Birmingham trova lavoro come docente a 60 euro l'ora

Incarico all'Istituto nazionale di pedagogia familiare sul corso di "Intelligenza naturale". La difesa deposita una memoria per il rientro dei tre figli

01 Nov 2026 - 14:49
 © Ansa

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Raccontare la propria esperienza, il proprio vissuto - anche quello più doloroso e traumatico dell'ultimo anno -, e confrontarsi con gli studenti. A 60 euro (lordi) all'ora. Catherine Birmigham, la mamma della famiglia nel bosco di Palmoli, ha trovato lavoro come docente presso l'Istituto nazionale di pedagogia familiare, con sede a Roma. Un nuovo passo nella intricata vicenda della famiglia inglese-australiana che, in un futuro non troppo lontano, potrebbe riaccogliere in maniera definitiva i tre bambini nella loro casa di Palmoli, in provincia di Chieti.

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Di cosa si occuperà Catherine Birmingham

 L'accordo tra Catherine Birmingham e l'Istituto romano stato siglato lo scorso 17 ottobre, sulla base - appunto - di circa 60 euro lordi all'ora. La donna sarà in particolare impegnata nel corso di perfezionamento in "Intelligenza naturale" e dovrà dialogare con i corsisti, tra testimonianze e veri e propri discorsi da intavolare con loro. Nella platea a cui si rivolgerà saranno presenti anche assistenti sociali. La disponibilità di nuove entrate economiche potrebbe sbloccare il progetto edilizio della "casa ecologica", considerato uno dei requisiti fondamentali per il ricongiungimento familiare.

A che punto siamo nella vicenda giudiziaria

 Nel frattempo i bimbi, ospitati in una struttura a Vasto dal 10 novembre 2025, stanno continuando il loro percorso di graduale ricongiungimento, così come disposto dal Tribunale per i minorenni. A ottobre i minori hanno trascorso il primo fine settimana insieme ai genitori. Venerdì scorso i legali della coppia hanno depositato al Tribunale per i minorenni dell'Aquila una memoria difensiva di 36 pagine, in cui hanno richiamato la situazione sanitaria dei bambini e la richiesta, più volte ribadita dal Servizio di neuropsichiatria infantile, di valutare le possibili gravi ripercussioni sulla loro salute derivanti dalla prosecuzione del collocamento extra-familiare.

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