Nuove limitazioni all'aeroporto di Catania a causa dell'attività eruttiva dell'Etna. Lo si legge sulla pagina Facebook dello scalo etneo: "A causa dell'attività eruttiva dell'Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti al settore B1".
Limitazioni per gli arrivi
Per questo motivo, fino alle 12 di martedì 18 agosto, "sono limitate le attività di volo in arrivo pari a 10 aerei ogni ora". Nessuna restrizione, invece, per i voli in partenza. Come ormai consuetudine degli ultimi e tribolati giorni "i passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree".
Risale l'allerta
I primi allarmi erano scattati già nella serata di domenica 16 agosto, a poche ore di distanza dalla regolare riapertura dello scalo che aveva fatto ben sperare i viaggiatori dopo una settimana di passione. Nuove e intense attività esplosive erano infatti state segnalate dal cratere Voragine. "Il tremore vulcanico, che segnala l'energia presente nei condotti magmatici interni, è in risalita e staziona su valori molto alti", era stata l'allerta lanciata dalle autorità competenti in materia.
Nuova bocca effusiva
L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che lunedì matina è stata registrata "l'apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 m". Dalla bocca è stata prodotta una colata lavica. Sono in corso i rilievi sul campo da parte del personale Ingv-Oe, mentre prosegue l'emissione di cenere dal cratere della Voragine, con dispersione della cenere in direzione Sud Est. "Dal punto di vista sismico - dice l'Ingv - dopo l'incremento di ieri (domenica, 16 agosto ndr.) pomeriggio l'ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un valore massimo intorno alle 19:40 di ieri sera e successivamente, fino allo stato attuale, con deboli oscillazioni è leggermente diminuita, rimanendo sempre all'interno dell'intervallo dei valori alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell'area del cratere Voragine, a una quota di circa 3.000 m sopra il livello del mare. Dal pomeriggio di ieri, l'attività infrasonica è stata parecchio variabile nei livelli basso e medio". Gli eventi infrasonici, di ampiezza da bassa a media - afferma l'Ingv - sono stati localizzati e sono tuttora prodotti principalmente dal cratere Voragine; in minima parte sono state localizzate sorgenti infrasoniche anche al Cratere di Nord-Est.
