L'OMICIDIO 33 ANNI FA

Elisa Claps, nuove indagini: si cercano tracce su chi potrebbe aver aiutato l'assassino

Il fratello della vittima, Gildo Claps: "Desideriamo che venga scritta la parola 'fine' su questa ferita ancora aperta per la mia famiglia"

03 Lug 2026 - 10:35
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A distanza di 33 anni, il sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, a Potenza, potrebbe svelare nuove tracce che consentirebbero agli inquirenti di risalire ai complici che avrebbero consentito all'assassino di Elisa Claps, Danilo Restivo, di rimanere impunito per 21 anni e di uccidere ancora. Nel 2011, infatti, l'uomo è stato condannato all'ergastolo dal tribunale inglese di Winchester per l'omicidio di una seconda donna uccisa durante il suo periodo di permanenza nel Regno Unito. Tre anni dopo, in Italia, è stato condannato dalla Cassazione a 30 anni di carcere per la morte dell'allora 16enne, Elisa Claps. 

La nuova inchiesta

 La Procura ha aperto un nuovo filone d'inchiesta con l'ipotesi di concorso in omicidio contro ignoti. Era il 12 settembre del 1993 quando Elisa Claps fu assassinata. Oggi, a 33 anni di distanza, l'auspicio è che le moderne tecniche di laboratorio consentano di individuare indizi utili a illuminare le zone d'ombra che ancora avvolgono il delitto. "Ci sono alcuni casi che meritano una piena verità, al di là dell'aspetto prettamente giudiziario, per rispetto delle vittime e delle loro famiglie. È quello che il mio ufficio che sta provando a fare già da tempo con l'ausilio delle nuove tecnologie, mantenendo il massimo riserbo", ha spiegato Camillo Falvo, procuratore alla guida dell'ufficio inquirente lucano. Il magistrato seguirà personalmente, insieme ai pm già delegati, il procedimento che era stato aperto dal suo predecessore, ora procuratore a Catania, Francesco Curcio. In questi mesi sono stati riascoltati numerosi testimoni, ora si lavorerà sull'aspetto scientifico. 

Gildo Claps: "Scrivere la parola 'fine' sul delitto"

 "Molti si sono accontentati dell'individuazione dell'assassino, ma in questa vicenda ci sono state troppe complicità e omissioni. Questa rappresenta una verità storica, manca però il sigillo giudiziario. Riaprire il caso non era un atto dovuto, e di questo va dato atto alla Procura. Non nutriamo false aspettative, moltissimi reperti sono ormai deteriorati. Ma desideriamo che venga scritta, una volta per tutte, la parola 'fine' su questa ferita ancora aperta non solo per la mia famiglia, ma per tutta la città", ha spiegato il fratello della vittima, Gildo Claps, a Repubblica.

L'omicidio di Elisa

 Il 12 settembre 1993 Elisa Claps, allora 16enne, uscì di casa per incontrare Danilo Restivo, allora 21enne. I due dovevano incontrarsi alla chiesa della Santissima Trinità. Qui, secondo quanto emerso, la giovanissima rifiutò un approccio sessuale da parte del ragazzo che, di tutta risposta, la colpì 13 volte con un'arma da taglio. Dopo l'omicidio Danilo Restivo nascose il corpo di Elisa nel sottotetto della canonica che, per quasi diciassette anni, custodì il segreto su quanto accaduto. Il 17 marzo 2010 i resti ormai mummificati della vittima vennero ritrovati casualmente. 

L'uccisione di un'altra donna in Gran Bretagna

 Nonostante Danilo Restivo sia stato sin dal primo momento l'unico sospettato dell'omicidio di Elisa, era riuscito a trasferirsi in Inghilterra. È qui che, nel 2010, è stato arrestato per l'uccisione di un'altra donna, Heather Barnett, uccisa il 12 novembre 2002 a Bournemouth. Quando avrà finito di scontare la pena in territorio inglese, Restivo potrà essere estradato in Italia dove potrà scontare la pena inflittagli per l'omicidio della 16enne. L'uomo, oggi 54enne, è stato condannato, nel complesso, a 70 anni di reclusione.

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