Tra arredi di materiali sintetici e mancanza di protezioni, gli incendi sono un pericolo sempre in agguato anche nelle nostre abitazioni
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La tragedia di Crans-Montana ci insegna quanto un incendio possa svilupparsi rapidamente e in modo devastante in qualunque genere di ambiente, comprese le nostre case. Secondo l’ultimo Annuario Statistico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nel 2024 si sono verificati 57.393 incendi domestici: il pericolo è sempre in agguato, quindi, anche se non sempre è percepito con l’urgenza che merita: lo dimostra il fatto che proteggiamo con frequenza le nostre abitazioni con polizze antifurto, ma non altrettanto spesso con strumenti antincendio, come rilevatori di fumo, estintori e coperte ignifughe. Il numero di incidenti, oltretutto, non si riduce: i dati del 2024 sono pressocché uguali a quelli dell’anno precedente, ma che nasconde una verità scomoda: la maggior parte di questi eventi disastrosi potrebbe essere evitata.
Un paradosso che costa vite umane - Le cause più frequenti dei roghi nelle abitazioni sono i guasti elettrici (12.573 casi nel 2024) e i problemi a camini e canne fumarie (8.467), con un pericolo Gli incendi domestici costituiscono solo il 15,9% degli interventi dei Vigili del Fuoco, ma causano vittime nel 46% dei casi e feriti nel 53%. Roma è la provincia più colpita, con oltre 15.000 incendi, seguita da Napoli, Milano, Palermo e Torino. Inoltre, secondo dati della La NFPA (National Fire Protection Association), gli incendi oggi si propagano molto più rapidamente di quanto avvenisse in passato: il tempo a disposizione per mettersi in salvo è passato dai 17 minuti degli anni '60) ai 2-3 minuti oggi, esponendo le categorie più fragili (anziani, bambini e disabili) a pericoli molto maggiori. Il rischio è inoltre in crescita, a causa dell’uso frequente di materiali sintetici negli arredi. Insomma, nelle nostre case, che pure consideriamo un nido sicuro, il pericolo è ancora maggiore di quello che correvano inconsapevolmente le giovani vittime di Crans-Montana.
Gli errori più ferquenti – I comportamenti a maggiore rischio incendio sono i seguenti:
- lasciare pentole incustodite sui fornelli accesi;
- dimenticare materiali infiammabili come libri o giornali vicino a stufe e caminetti, ma anche asciugamani sopra stufe o termoconvettori elettrici;
- conservare liquidi infiammabili vicino a fonte di calore
- fumare su divani e letti, soprattutto la sera e se si è da soli in casa (rischio colpo di sonno);.
- mancanza di un controllo periodico sull’efficienza degli impianti;
- non avere in casa a portata di mano i dispositivi di sicurezza, come estintori e coperte ignifughe
Cose da fare subito – Munirsi di coperte antifiamma: costano poche decine di euro e possono salvare la vita;
- dotare le stanze, a cominciare dalla cucina, di rilevatori di fumo e di monossido di carbonio: nella maggior parte dei casi, non sono le fiamme a uccidere ma i fumi tossici;
- tenere un estintore in cucina;
- dotarsi eventualmente di tecnologie che rilevano e spengono gli incendi in breve tempo.
Come comportarsi in caso di incendio domestisco – Ecco infine alcune istruzioni operative, suggerite dalla Protezione Civile, da attuare in caso di incendio domestico:
- se prende fuoco una pentola, è sufficiente coprirla con un coperchio, le fiamme si spegneranno per mancanza di ossigeno;
- se prendono fuoco i vestiti che si indossano, evitare di mettersi a correre ma cercare di spogliarsi, rotolarsi a terra o coprirsi con una coperta antifiamma;
- in caso di incendio generato da un apparecchio elettrico, è fondamentale staccare la corrente. Da evitare assolutamente di gettare acqua su fuochi di origine elettrica, da benzina o petrolio. Utilizzare invece la schiuma di un estintore.