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Covid, 17.221 nuovi casi su 362.162 tamponi e altri 487 decessi

Nelle ultime 24 ore i guariti sono 20.229 mentre le terapie intensive segnano un calo di 20 unità. Il tasso di positività si è attestato al 4,8%

Ministero della Salute

In Italia si sono registrati 17.221 nuovi casi di coronavirus a fronte di tamponi effettuati (mercoledì l'incremento era stato di 13.708 con 339.939 test). Il tasso di positività è del 4,8%, in rialzo rispetto al 4% di mercoledì. Nelle ultime 24 ore sono 487 i decessi (contro i 627 del giorno precedente), per un totale da inizio emergenza che arriva a 112.861. I guariti sono 20.229, mentre le terapie intensive segnano un calo di 20 unità.

In totale i casi da inizio epidemia sono 3.717.602. Gli attualmente positivi sono 544.330 (3.507 in meno rispetto a ieri), i guariti e dimessi 3.060.41, in isolamento domiciliare ci sono 514.838 persone.

 

In calo le ospedalizzazioni: -465Nel bollettino del ministero della Salute si registra, inoltre, un arresto degli ingressi in ospedale. Nei reparti ordinari infatti sono ricoverate 28.851 persone, 465 unità in meno rispetto al giorno precedente. In tutto sono 3.663 i pazienti ricoverati in terapia intensiva con Covid in Italia, 20 unità in meno rispetto a mercoledì nel saldo giornaliero tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 259 (ieri 276).

 

 

Coronavirus, Gimbe: il contagio rallenta, ma crollano i tamponi

Il monitoraggio della fondazione Gimbe rileva, nella settimana 31 marzo-6 aprile, una riduzione dei nuovi casi (-11,1%) sovrastimata dal crollo delle persone testate. In lieve calo decessi, casi attualmente positivi e persone in isolamento domiciliare, mentre rimane alta l’allerta ospedali: indicatori sopra la soglia di saturazione in 8 regioni per l’area medica e in 14 per le terapie intensive con punte di occupazione che superano il 50%. Secondo il report è "in grave ritardo la protezione di anziani e fragili: ciclo vaccinale completo solo per il 36,8% degli over 80 e per il 2,2% della fascia 70-79 anni, nessuna rendicontazione pubblica sulle persone estremamente vulnerabili".

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