A carico aveva un provvedimento di allontanamento per cinque anni, aveva già in tasca un biglietto per l'Austria
In vista dell'udienza di convalida del fermo, che sarà fissata a Brescia, la Procura di Bologna, con il pm Michele Martorelli, contesta al momento l'omicidio con due aggravanti a Marin Jelenic, 36enne croato, arrestato martedì sera dalla polizia a Desenzano con l'accusa di aver assassinato il capotreno Alessandro Ambrosio. In tasca aveva un biglietto per l'Austria. Era pronto a lasciare l'Italia per far perdere le sue tracce. A carico aveva già un provvedimento di allontanamento per cinque anni, emesso il 22 dicembre dal prefetto di Milano, perché era stato trovato in strada a Corvetto con un coltello, nel parcheggio riservato al personale delle ferrovie.
Il presunto assassino del capotreno Alessandro Ambrosio è stato fermato dalla polizia di Brescia a Desenzano del Garda, in provincia di Brescia, dopo aver lasciato Bologna a bordo di un treno Intercity diretto a Piacenza. La prima aggravante è l'aver agito per motivi abietti, la seconda è l'aver commesso il fatto all'interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie. Era già stato fermato una prima volta la stessa sera del 5 gennaio all'altezza di Fiorenzuola: aveva un atteggiamento molesto, era senza biglietto ed è stato fatto scendere dal treno.
Identificato, è stato rilasciato perché in quel momento non era ancora stato diramato l'alert di "uomo ricercato". Il 36enne ha preso il treno successivo ed è arrivato a Milano, prima a Rogoredo, poi in Centrale: ha trascorso la notte al Niguarda, dalle 23 fino alle 6.40 del mattino del 6 gennaio quando ha lasciato la struttura e a bordo di un tram e si è diretto verso il centro di Milano. È qui che ha fatto perdere le sue tracce: di lui non si hanno più immagini fino al fermo per omicidio aggravato a Desenzano dove, secondo quanto ricostruito, sarebbe arrivato con un autobus.
Secondo il titolare di un supermercato di Udine, Marin Jelenic avrebbe mostrato già in passato segnali di aggressività. Il 18 ottobre scorso, secondo il racconto dell'uomo, sorpreso a nascondere alcune birre nello zaino, Jelenic avrebbe dato in escandescenze dopo essere stato scoperto. "Aveva preso a calci alcuni espositori di caramelle". Intervenuti i carabinieri, l'uomo "è stato ammanettato e, prima di uscire, ha sputato a un mio collega. I militari mi hanno subito chiesto se volessi denunciare l'accaduto, ma ho scelto di non farlo anche perché loro stessi mi avevano detto che non avrebbero potuto fare nulla".
L'uccisione di Ambrosio è avvenuta nella serata del 5 gennaio. Il capotreno non era in servizio, secondo una prima ricostruzione si stava recando al parcheggio della stazione riservato ai dipendenti quando è stato raggiunto da un fendente che l'ha colpito all'addome. Il corpo di Ambrosio è stato rinvenuto da un collega che ha avvisato la Polfer. Sul posto sono poi arrivati gli uomini della Scientifica, della Squadra mobile e il medico legale.