Le sue parole alla polizia

Fermato a Desenzano l'uomo accusato di aver ucciso il capotreno: "Non so perché sono ricercato"

Finita la fuga di Marin Jelenik, bloccato da una volante a Desenzano sul Garda

06 Gen 2026 - 22:53

La fuga del presunto assassino di Alessandro Ambrosio è finita. Marin Jelenik è stato bloccato da una volante all'interno della stazione ferroviaria di Desenzano sul Garda.  "So di essere ricercato, ma non esattamente per che cosa", ha detto agli agenti. 

Fermato nel Bresciano

 Si è conclusa a Desenzano del Garda dopo poco più di 24 ore la fuga del presunto killer. L'uomo, il 36enne Marin Jelenik, croato che al momento del fermo si trovava davanti alla stazione ferroviaria, era senza documenti ed è stato identificato attraverso un particolare sistema di comparazione delle impronte dagli agenti del commissariato di Desenzano del Garda. La sua foto segnaletica da lunedì sera era stata trasmessa a tutte le pattuglie delle forze dell'ordine.

La fuga dopo il delitto

 Subito dopo il delitto, secondo le ricostruzioni, era salito su un treno regionale alla volta di Milano. A bordo aveva avuto atteggiamenti molesti e aggressivi, anche con il personale del treno e per questo era stato fatto scendere a Fiorenzuola, nel Piacentino, poco prima delle 20, per essere preso in consegna dalle forze dell'ordine. A quel punto i Carabinieri lo hanno identificato e poi rilasciato perché in quel momento non erano state ancora diramate le note per la sua ricerca. 

Alle spalle diversi precedenti

 Figura già nota alla Polizia Ferroviaria per precedenti relativi al porto di armi da taglio, Jelenik è una persona senzafissa dimora e legami sul territorio italiano ed è stato identificato in diverse circostanze in ambiti ferroviari in tutto il Nord Italia. Le indagini avviate dalla Polizia di Stato, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bologna, avevano consentito di identificarlo dopo poche ore dall'aggressione mortale, grazie ai numerosi impianti di video sorveglianza dell'area della stazione e di monitorare l'arrivo in stazione della vittima seguita, per un lasso di tempo significativo e apparentemente senza motivo, dal presunto aggressore.

Omicidio senza movente

 "Mio figlio non aveva nemici non aveva litigato con nessuno,  questo è un delitto inspiegabile. Mai fatto del male a una mosca, mio figlio - dice il padre Luigi Ambrosio, anche lui ferroviere e andato in pensione di recente -: io non so cosa sia successo, ancora non l'abbiamo visto. Lui faceva il suo servizio tranquillo, poi veniva a casa, usciva. Io con mio figlio, poi, avevo un rapporto ottimo".

Chi era Alessandro

 Il profilo di un ragazzo buono - figlio unico laureato in statistica, impiegato sui treni Intercity a medio-lunga percorrenza - e appassionato musicista cui gli amici del Centro Culturale Anzolese, con i quali suonava spesso, dedicano un pensiero dolce e commosso. "Completamente irrazionale pensare che una vita possa spegnersi così - si legge nel post scritto sulla pagina Facebook del centro - una vita di un ragazzo, di un uomo vissuta con estrema gentilezza, di una educazione fuori  dal comune, ma soprattutto con goliardia e ironia". 

Le mobilitazioni

 Mercoledì, a seguito dell'assassinio di Ambrosio le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl  Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Af dell'Emilia-Romagna che, "si stringono ai familiari e alle colleghe e colleghi" del giovane hanno proclamato uno sciopero del trasporto ferroviario regionale di 8 ore, dalle 9 alle 17. In concomitanza con la mobilitazione, indetta "considerato il grave pregiudizio e pericolo per la sicurezza della salute di lavoratrici e lavoratori delle attività ferroviarie"si terrà, a partire dalle 10, un presidio spontaneo in Piazza Medaglie d'Oro, antistante l'ingresso della stazione e sarà anche deposto un fiore a ricordo del giovane assassinato. Le organizzazioni hanno anche chiesto un incontro in Prefettura in mattinata.

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