Bisceglie, spari in una discoteca: muore un 43enne
Colpito al collo durante la serata è morto poco dopo in ospedale: indagini in corso per ricostruire dinamica e responsabilità
È morto dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola all’interno della discoteca Divinae Follie a Bisceglie. La vittima è Filippo Scavo, 43 anni, originario di Carbonara, alle porte di Bari e stando a quanto appreso avrebbe dei precedenti penali. L’uomo è stato ferito mentre il locale era affollato e poi soccorso dal 118, ma è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso, intorno alle 4:40 della notte tra sabato e domenica 19 aprile. La ferita, alla base del collo, si è rivelata fatale. Gli spari hanno scatenato il caos tra i presenti, che hanno cercato riparo e vie di fuga.
Indagini in corso, esplosi 4 colpi
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno lavorando per chiarire quanto accaduto e individuare i responsabili, sotto il coordinamento della Procura di Trani. Non è ancora chiara la dinamica precisa dell’agguato, ma secondo alcune testimonianze ci sarebbe stata una lite tra due gruppi di persone. Sarebbero infatti coinvolte più persone nell'azione di fuoco, di cui due armate di pistola. I killer, pare, dopo la lite sarebbero usciti dal locale attraverso un'uscita di emergenza per evitare il metal detector e sarebbero poi rientrati con un'arma con cui uno dei due ha fatto fuoco. In particolare, sarebbero stati esplosi almeno quattro colpi e uno ha raggiunto la vittima alla base del collo. Sono in corso le acquisizioni delle registrazioni dei siatemi di videosorveglianza. Non è la prima volta che questo locale finiscono al centro di episodi violenti: nel 2021 un giovane fu accoltellato durante una lite. Secondo quanto apprende l'Ansa, i metal detector fissi del locale non erano attivi e quindi gli addetti alla sicurezza del club hanno usato due metal detector manuali in dotazione all'istituto di vigilanza di cui fanno parte.
I legami con la criminalità organizzata - Il 43enne era ritenuto un esponente del clan mafioso Strisciuglio di Bari. Il suo nome è contenuto in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi anni che hanno visto protagonisti gruppi composti da esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche. Si fa riferimento a Scavo anche in alcune informative delle forze dell'ordine confluite nell'inchiesta sull'omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore in un conflitto a fuoco tra giovani rampolli dei clan, il 22 settembre del 2024 all'interno della discoteca Bahia di Molfetta, nel barese.
Negli atti, Scavo viene citato per un episodio in un locale di Bari, a marzo del 2024, in cui avrebbe affrontato un esponente del clan rivale dei Capriati. Le indagini della Dda di Bari hanno riguardato in particolare episodi di cui erano "protagonisti alcuni giovani esponenti delle più blasonate organizzazioni criminali baresi e, più in particolare delle famiglie Capriati, Palermiti, Parisi e Strisciuglio". Il filo conduttore "dell'approfondimento su cui si è soffermata l'attenzione investigativa è quello degli alterchi nei luoghi di aggregazione dei giovani, specie nelle discoteche" perché al loro interno si fronteggiavano "diverse fazioni riconducibili alle associazioni di tipo mafioso insistenti sul territorio". L'omicidio di Scavo nella discoteca Divine club, va precisato, non è collegato alla morte di Antonella Lopez. Sull'accaduto la Dda indaga per omicidio con l'aggravante mafiosa.
