Delitti in corsia

Gli angeli della morte, i serial killer col camice da infermiere

La vicenda di Luca Spada, il sanitario arrestato per otto decessi in ambulanza, riaccende la paura legata ai delitti commessi tra le corsie degli ospedali

12 Apr 2026 - 15:50
 © Tgcom24

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Luca Spada è stato arrestato per i sospetti su otto decessi avvenuti in ambulanza, a Forlì. Una vicenda ancora in attesa di risposte e verdetti definitivi, che arriva però dopo altri casi di delitti commessi da sanitari: storie di cronaca nera che raccontano killer spietati sotto il camice da infermiere, storie di una lunga serie di vittime del tutto innocenti.  

L'amante seppellita in giardino

L'amante seppellita in giardino  Angelo Stazzi è un ex infermiere condannato per l’omicidio della sua amante Maria Teresa Dell’Unto e per la morte di cinque pazienti in una casa di cura di Tivoli, dove lavorava tra il 2008 e il 2009. Dopo una lunga carriera al Policlinico Gemelli, lasciò il posto nel 1996 per l'attività privata. Le indagini lo hanno collegato alla scomparsa della Dell’Unto nel 2001, risolta anni dopo con il ritrovamento dei resti nel suo giardino. Arrestato nel 2009, confessò l’omicidio, inizialmente attribuito a un incidente durante una lite. Processato anche per i decessi dei pazienti, avvenuti per somministrazioni di insulina, è stato condannato all’ergastolo definitivo. Adesso sconta la pena nel carcere di Rebibbia a Roma.

Somministrava aria nelle iniezioni - Sonya Caleffi è una ex infermiera italiana condannata per cinque omicidi e diversi tentati omicidi avvenuti tra il 2003 e il 2004 negli ospedali di Como e Lecco. Secondo le indagini, somministrava aria nelle iniezioni causando embolie gassose nei pazienti. Dopo una carriera in vari reparti ospedalieri e una vita segnata da depressione e tentativi di suicidio, nel dicembre 2004 venne arrestata. Inizialmente confessò alcuni omicidi, poi ritrattò. Condannata a 20 anni di reclusione, è stata rilasciata nel 2018 dopo aver scontato la pena.

La statistica al centro delle indagini -

Daniela Poggiali è stata accusata di aver causato la morte di numerosi pazienti tra il 2013 e il 2014 in una struttura ospedaliera in Emilia-Romagna, dopo il decesso sospetto di Rosa Calderoni e un aumento della mortalità nel reparto in cui lavorava. Arrestata nel 2014, il suo caso si è basato anche su analisi statistiche poi contestate. Nel 2021 è stata assolta in appello e nel gennaio 2023 la Corte di Cassazione ha confermato la sua assoluzione definitiva. Il caso ha sollevato dibattiti sull’uso delle statistiche nelle indagini giudiziarie.

"Assenza di emotività"

 - Fausta Bonino, infermiera all’ospedale Villa Marina di Piombino, è stata al centro di una vicenda giudiziaria per la morte di quattro pazienti tra il 2014 e il 2015, attribuite a somministrazioni volontarie di eparina. Le indagini di Nas e Rac hanno incluso valutazioni di psicologia investigativa che descrivevano un’apparente assenza di emotività e dissonanze comportamentali durante gli interrogatori. Il procedimento ha avuto un lungo iter con arresti, scarcerazioni e ribaltamenti di sentenze, fino alla condanna all’ergastolo confermata dalla Cassazione nel 2025. Bonino ha sempre negato le accuse.

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Il dottor Morte

 - Leonardo Cazzaniga, noto come il "Dottor Morte", è un ex medico italiano condannato all’ergastolo per una serie di omicidi avvenuti tra il 2010 e il 2014 all’ospedale di Saronno. Secondo l’accusa, somministrava ai pazienti anziani e terminali un mix letale di farmaci, pratica passata alle cronache come “protocollo Cazzaniga”. Le indagini partirono nel 2014 grazie alle segnalazioni di alcuni infermieri e coinvolsero anche l’infermiera Laura Taroni, sua complice in alcuni omicidi. Il processo ha portato alla condanna per diversi casi di morte e al riconoscimento della responsabilità penale definitiva, con conferma dell’ergastolo in Cassazione. Oggi Cazzaniga è detenuto nel carcere di Alessandria.

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