Tragedia in una tonnara

Trapani, morti un operaio e un soccorritore del 118 per le esalazioni dal depuratore: aperta un'inchiesta

Nel 2016 l'impianto era già finito al centro di un'inchiesta della Procura di Trapani per una vicenda legata al presunto inquinamento delle acque marine

13 Ago 2026 - 14:58
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 © ansa

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Due persone sono morte la mattina del 13 agosto nel depuratore comunale di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, già sequestrato dieci anni fa. Secondo una prima ricostruzione, a provocare la tragedia sarebbero state le esalazioni presenti all'interno dell'impianto, dove un operaio stava effettuando un controllo. L'uomo, addetto alla struttura e dipendente di una ditta incaricata della gestione dell'impianto, era sceso per eseguire una verifica quando ha accusato un malore. L'allarme è stato immediatamente lanciato e sul posto sono arrivati i soccorritori del 118, uno di loro ha perso la vita proprio durante le operazioni di rianimazione.

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La situazione è diventata drammatica durante le operazioni di soccorso. Un operatore del 118 stava praticando il massaggio cardiaco all'operaio quando, a sua volta, sarebbe stato colpito dalle esalazioni. Anche per il soccorritore non c'è stato nulla da fare. I tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili e la tragedia ha provocato due vittime Davide Anselmo, 45 anni, operaio e Francesco Bulgarella, 64 anni, soccorritore del 118.

Le indagini sulle cause

 Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri per effettuare gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto e stabilire la natura delle esalazioni che avrebbero provocato i malori. L'obiettivo degli investigatori è accertare le condizioni dell'impianto, le procedure adottate durante l'intervento dell'operaio e l'eventuale presenza di sostanze pericolose nell'ambiente. Secondo una prima ricostruzione, l'operaio avrebbe avuto un malore all'interno dell'impianto, probabilmente a causa di esalazioni. Bulgarella è crollato mentre gli stava praticando il massaggio cardiaco.

Aperta un'inchiesta

 La Procura di Trapani ha aperto un'inchiesta. Sono in corso gli accertamenti dei vigili del fuoco, con il nucleo Nbcr, e dei tecnici dello Spresal. Non è escluso che il soccorritore sia morto per un malore dovuto agli sforzi per il tentativo di rianimazione e al caldo. 

C'è un precedente giudiziario

 Nel giugno 2016, su disposizione della Procura di Trapani, la Capitaneria di porto aveva eseguito un sequestro preventivo dell'impianto nell'ambito di un'inchiesta sul presunto inquinamento delle acque marine. All'epoca, secondo quanto emerso dagli accertamenti della Capitaneria, il depuratore, installato nel 2010, non sarebbe mai stato collaudato. Il Comune aveva comunque affidato a una società privata un contratto per la manutenzione della struttura.

L'inchiesta sull'inquinamento delle acque

 L'indagine della Procura di Trapani era partita dopo gli accertamenti della Capitaneria di porto e mirava a verificare se eventuali malfunzionamenti del sistema di depurazione potessero avere provocato l'inquinamento delle acque marine della località siciliana. Nel corso di quella vicenda erano state inoltre segnalate anomalie dell'impianto attraverso controlli dell'Arpa. Si tratta di elementi relativi a un'inchiesta di dieci anni fa e che, allo stato, non stabiliscono alcun collegamento con la tragedia avvenuta oggi.

Il cordoglio del sindaco di San Vito Lo Capo

 "Non ci sono parole per quanto accaduto. Abbiamo due vittime: un operaio del depuratore e un soccorritore del 118. Al momento non sappiamo ancora con certezza cosa sia successo e sarà la magistratura ad accertare la dinamica e le eventuali responsabilità. Quello che è accaduto, però, è inaccettabile". Lo ha detto il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, giunto sul luogo della tragedia.

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