I SANITARI "GESTO VOLONTARIO"

Omicidio Pierina Paganelli, la nuora Manuela in ospedale per abuso di calmanti

Sottoposta a lavanda gastrica, avrebbe detto ai medici di non reggere le insinuazioni nei confronti della sua famiglia acuitesi dopo la fine del processo a Louis Dassilva

21 Giu 2026 - 17:08
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Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli - la pensionata uccisa a Rimini nell'ottobre del 2023 - è stata ricoverata d'urgenza nella serata di sabato a causa di un abuso di farmaci per dormire. La donna è stata soccorsa dal personale del 118 ed è stata ricoverata presso l'ospedale cittadino, dove è stata sottoposta a una lavanda gastrica. Secondo i sanitari la Bianchi non sarebbe in pericolo di vita ma si starebbe valutando il ricovero in una struttura specializzata.

L'assunzione di benzodiazepine

 Secondo alcune indiscrezioni, Manuela Bianchi avrebbe assunto due confezioni di benzodiazepine, un medicinale sedativo. Ai sanitari del nosocomio, dove è arrivata in codice rosso, la donna avrebbe raccontato il perché del suo gesto. Secondo il referto, che parla di gesto autolesionista, la Bianchi non avrebbe retto la gogna mediatica alla quale lei, e soprattutto la figlia, sono state sottoposte. La nuora di Pierina Paganelli è stata tra le teste principali della procura di Rimini nel processo contro Louis Dassilva per l'omicidio delle 78enne.

L'assoluzione di Dassilva e le insinuazioni sulla Bianchi

 Il 9 giugno scorso la corte d'Assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva, con il quale la stessa Bianchi aveva avuto una relazione sentimentale, rimettendolo in libertà. Difesa dall'avvocata Nunzia Barzan e dal consulente Davide Barzan, la nuora della vittima è stata anche indagata per favoreggiamento nei confronti del senegalese. Sabato, in ospedale, la donna avrebbe raccontato ai medici di non reggere le insinuazioni nei confronti della sua famiglia acuitesi dopo la fine del processo. 

La nota dello studio legale che difende Manuela

 Lo studio Barzan, in una nota, scrive che "da oltre 32 mesi la nostra assistita è oggetto di costante esposizione mediatica, accompagnata da ripetuti attacchi personali, giudizi sommari e campagne di delegittimazione sviluppatesi tanto sui mezzi di comunicazione quanto sui social network e in ambienti direttamente o indirettamente collegati alla vicenda giudiziaria. Negli ultimi giorni tale fenomeno ha registrato un'ulteriore e significativa escalation, con un’intensificazione degli attacchi mediatici, delle aggressioni verbali e della pressione sociale nei confronti della nostra assistita. Tale situazione ha avuto un impatto diretto e gravemente peggiorativo sulle sue condizioni". Per questo, puntualizza lo studio, si chiede un maggiore rispetto della dignità delle persone coinvolte nella vicenda. 

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