NON SOLO HAMAS

Gli 007 italiani: "Cresce il rischio terrorismo con l'escalation in Iran" | "La minaccia principale del 2026 è la Russia"

La relazione annuale dell'intelligence fa il punto sulle minacce internazionali. Ecco il documento

04 Mar 2026 - 14:14
 © Afp

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La situazione in Iran alimenta tensioni internazionali e fa "temere un'escalation che può avere un impatto anche sulla minaccia terroristica". Lo riporta la relazione annuale dell'intelligence, dal titolo Governare il cambiamento, presentata mercoledì 4 marzo. "Sono aumentati i rischi derivanti dalle attività di Hamas su suolo europeo, soprattutto per il coinvolgimento nella circolazione di armi e in possibili progettualità ostili contro obiettivi israeliani ed ebraici", si legge nella relazione.

L'allarme terrorismo

 In prospettiva futura, riflette l'intelligence, "è probabile che le principali sigle del terrorismo internazionale affineranno sempre di più la capacità di 'capitalizzare' le crisi in atto, alimentando ulteriormente un trend che, a oggi, le vede declinare i propri messaggi istigatori in modo strumentale rispetto alle loro agende. L'interconnessione tra i diversi quadranti di crisi rischia inoltre di amplificare la proiezione esterna della minaccia, incluso verso l'Europa e l'Italia".

"Quanto alle proiezioni esterne delle tensioni tra Israele e Hamas - viene rilevato - recenti operazioni di polizia condotte in Italia e in altri Paesi europei confermano la necessità di tenere alta l'attenzione sia sui possibili canali di finanziamento al terrorismo, sia sui network che Hamas potrebbe costituire all'estero. In tale scenario, l'antisemitismo assume un rilievo sempre più internazionale, oltre che trasversale a diverse ideologie estremiste".

La minaccia russa

 "Nel 2026, la Federazione russa rappresenterà la principale minaccia per il continente europeo", evidenzia la relazione annuale degli 007. "Il Cremlino - nota l'intelligence - ritiene di fronteggiare una minaccia di lungo periodo da parte dell'Europa, assurta a principale blocco antagonista di Mosca, dopo il consolidamento dei canali di dialogo con Washington". Non solo: "Le dinamiche innescate dagli interventi transattivi delle grandi potenze rappresentano una novità sulla scena internazionale che rischia di indebolire sia l'ordine liberale su cui si fonda la prosperità del nostro Paese dal Secondo dopoguerra, sia il fronte transatlantico nel fronteggiare la minaccia russa".

Si sottolinea quindi "la spregiudicatezza delle azioni russe", desumibile dalla frequenza degli attacchi a infrastrutture critiche di ogni tipo, più che quintuplicata tra il 2023 e il 2025; dalla gravità di azioni quali l'uso di pacchi incendiari o il sabotaggio di linee ferroviarie che hanno aumentato la probabilità che si verifichino vittime civili. Queste operazioni "mirano, principalmente, a indebolire il supporto dell'opinione pubblica europea e a scoraggiare la prosecuzione dell'assistenza economico-militare a favore dell'Ucraina, oltre che a testare le vulnerabilità in tema di difesa dei Paesi europei e Nato".

Gli anarchici

 L'attivismo anarco-insurrezionalista è "la minaccia più concreta" sul fronte dell'eversione interna, anche alla luce degli attentati alla rete ferroviaria compiuti nell'ambito delle proteste contro i Giochi di Milano-Cortina 2026, si legge nella relazione annuale. Quanto all'"eterogeneo movimento antagonista", esso "ha cavalcato l'onda mobilitativa contro il conflitto a Gaza per favorire la convergenza tra tematiche e istanze diverse, nonché per ricompattare il fronte del dissenso facendo leva sull'antisionismo, sulla denuncia della cosiddetta 'economia di guerra' e sulle sue ricadute in ambito socio-economico".

"Gli ambienti estremisti hanno visto nella mobilitazione pro Palestina un'opportunità per veicolare una propaganda che ha assunto toni sempre più radicali, nella quale istanze antisioniste sono state innestate su una lettura della tecnologia come strumento che favorirebbe la progressiva militarizzazione della società".

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