Speciale Guerra in Iran
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Missile contro la Turchia, Ankara: "Ci difenderemo" | Hegseth: "Non armiamo i curdi" | Sottomarino Usa affonda nave da guerra iraniana, "almeno 80 morti"

Truppe e aerei da combattimento stanno arrivando nella regione, intanto il figlio di Khamenei nuova Guida Suprema

04 Mar 2026 - 23:59
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È il quinto giorno del conflitto tra Usa e Israele contro l'Iran. Circa 50.000 soldati Usa in Medio Oriente sono stati assegnati alla guerra contro l'Iran e un numero maggiore di truppe e aerei da combattimento sta arrivando nella regione. Lo fa sapere su X il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Nella notte la base Usa di Al Udeid è stata colpita da un altro missile balistico. Intanto potrebbe essere annunciata nelle prossime ore la nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida Suprema dell'Iran. Lo riporta il New York Times, citando tre funzionari iraniani secondo cui il figlio dell'ex leader assassinato, l'ayatollah Ali Khamenei, è emerso come il chiaro favorito nella riunione dell'Assemblea degli esperti


Il principale partito curdo iracheno, il Pdk, ha dichiarato di non essere "parte in causa" della guerra in contro tra Usa e Israele contro l'Iran, dopo che numerose testate israeliane e americane hanno annunciato l'avvio di una operazione di terra da parte di alcuni gruppi curdi iraniani. Lo stesso Pdk, in una nota ufficiale, ha però ammesso che "si è venuta a creare una situazione complessa". In particolare per quanto riguarda gli attacchi contro la città di Erbil: "Il governo federale (iracheno, ndr) deve adempiere al suo dovere costituzionale e impedire alle milizie e ai gruppi armati che operano al di fuori della legge di attaccare la regione del Kurdistan. La regione del Kurdistan non sarà fonte di disagio per i suoi vicini e, a sua volta, si aspetta di essere rispettata da loro".


Funzionari americani hanno confermato l'inizio dell'operazione di terra in Iran da parte dei curdi. Axios parla di miliziani curdo-iraniani mentre Fox News si riferisce a gruppi armati curdo-iracheni. "Migliaia di curdi sono entrati nell'Iran nord-occidentale", si legge. Negli scorsi giorni, proprio per tentare di scongiurare o almeno rallentare l'operazione cura, i pasdaran più volte hanno preso di mira con missili e droni i campi ribelli curdi nel nord dell'Iraq. 


Le truppe azere sono state messe in allerta di combattimento e schierate al confine con l'Iran, secondo quanto riportano i media locali. "Il ministero della Difesa, il Servizio di frontiera dello Stato e il ministero degli Affari interni e delle Situazioni di emergenza sono entrati in modalità di massima allerta", hanno fatto sapere da Baku. La chiamata sarebbe arrivata da un momento all'altro, tanto da costringere i soldati a "cancellare le vacanze" e a essere richiamati dal congedo. 


Il campo di Surdash, nella provincia di Sulaimani in Iraq dove risiedono gruppi di opposizione curdi iraniani, è stato oggetto di attacchi con proiettili. Secondo Rudaw, al momento non sono state segnalate vittime.


"L'Iran era una nazione fuori controllo e ci avrebbe attaccato se non lo avessi fatto prima io". Lo ha sostenuto Donald Trump durante un evento alla Casa Bianca, commentando l'andamento della guerra. "Se non avessimo colpito entro due settimane, avrebbero avuto un'arma nucleare. E quando persone folli hanno armi nucleari, succedono cose brutte". Riguardo alla scelta del successore dell'ayatollah Ali Khamenei, il tycoon ha detto: "La leadership iraniana sta svanendo rapidamente. Chiunque voglia essere un leader finisce per morire". 


Gruppi armati curdi di base in Iraq avrebbero varcato il confine con l'Iran, dando il via a un'operazione di terra. Lo riporta la testata israeliana iNews24, citando un funzionario della Coalizione delle forze politiche del Kurdistan iraniano (Cpfik). Stando a quanto avrebbe rivelato il funzionario, diverse migliaia di combattenti curdi "avevano iniziato i movimenti militari alla mezzanotte tra il 2 e il 3 marzo". Dopo aver preso posizione all'interno del territorio iraniano, anche grazie alla ritirata delle forze iraniane dalla città di confine di Mariwan, miliziani affiliati al Partito libera vita del Kurdistan - dell'opposizione - starebbero avanzando sulle montagne dell'Iran occidentale, in particolare nei Monti Zagros. Non si tratterebbe dunque, almeno per il momento, delle forze ufficiali Peshmerga.

Nelle ultime 24 ore numerose testate americane avevano parlato di colloqui diretti tra Trump e i leader curdi, in cui il presidente americano avrebbe chiesto loro di unirsi agli scontri offrendo anche armamenti a stelle e strisce. Secondo Cnn, poi, la Cia starebbe segretamente lavorando da mesi per sostenere le forze militari curde.


Secondo una prima stima dell'Onu, sarebbero circa 100mila le persone che sono fuggite dalla città di Teheran nei primi due giorni del conflitto. Si tratta circa dell'1% della popolazione della città. Numerose altre persone che avrebbero però iniziato a scappare da lunedì, quando i raid sulla capitale iraniana si sono intensificati ulteriormente. 


Un drone che avrebbe tentato di colpire la base Hashd al Shaabi, delle Forze di mobilitazione popolare (miliziani sciiti iracheni anti americani), è stato abbattuto nel sud della città di Mosul, nel nord dell'Iraq. Lo ha riferito una fonte di sicurezza nella provincia di Ninive all'agenzia irachena Shafaq News. Al momento non c'è alcuna rivendicazione, ma il drone è sintomo di una tensione sempre più crescente che sta montando sui confini settentrionali di Iran e Iraq, dove abitano le comunità curde. 


Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha categoricamente smentito le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che ha affermato in una conferenza stampa a Washington che la Spagna "coopererà militarmente" con gli Stati Uniti. "La posizione del governo spagnolo sulla guerra in Medioriente, sui bombardamenti in Iran e sull'uso delle nostre basi non è cambiata di una virgola", ha dichiarato Albares in un'intervista a Cadena Ser. "La nostra posizione di 'no alla guerra' rimane chiara e inequivocabile", ha aggiunto. "Non ho idea" a cosa si riferisse Leavitt, ha spiegato. "Esiste un accordo, un accordo bilaterale, e al di fuori del quadro di tale accordo bilaterale non ci sarà alcun utilizzo di basi sovrane spagnole. Qualsiasi operazione deve avvenire nell'ambito delle Nazioni Unite", ha spiegato.


Al momento attuale, la possibilità di inviare truppe di terra in Iran "non fa parte dei piani militari". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con i giornalisti, sottolineando che ne' lei ne' il presidente "escludono l'opzione". 

© Ansa

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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto a palazzo Chigi il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan.


La Spagna ha accettato di "cooperare" con l'esercito statunitense sull'Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo l'attacco a Madrid di Donald Trump. "Credo che la Spagna ieri abbia capito forte e chiaro il messaggio del presidente e, da quanto ho capito, nelle ultime ore hanno accettato di collaborare con l'esercito Usa", ha dichiarato Leavitt.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha in programma di partecipare alla cerimonia di rientro dei militari deceduti in Kuwait dopo un attacco iraniano. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, nel corso di un briefing con i giornalisti. 


Il ministro della Difesa Guido Crosetto è stato al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per fare il punto sulla crisi internazionale in atto. Lo si è appreso al Quirinale.


La guerra in Iran e gli effetti sulla impennata dei prezzi dell'energia sono stati i temi di una telefonata tra il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. "Gli ho espresso la preoccupazione del governo italiano per il fatto che l'Iran stia allargando il conflitto in Medio Oriente, arrivando a colpire tutti i paesi arabi del Golfo Persico. La chiusura di Hormuz, se prolungata, potrebbe provocare effetti duramente negativi sulle economie internazionali. L'Italia conferma l'obiettivo che l'Iran non debba arrivare a detenere ordigni nucleari militari, e auspica che si possa arrivare a una fine del conflitto alla quale dovrebbe contribuire un accorto lavoro politico e diplomatico", ha affermato Tajani un un post su X. "Ho voluto confermare al segretario di Stato il deciso sostegno dell'Italia ai paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro paese", ha aggiunto Tajani, riferendo che nel corso del colloquio si è discusso anche della situazione a Cuba e il processo di transizione e pacificazione in Venezuela. "Ho ricordato la situazione dei connazionali ancora detenuti per motivi politici, ringraziandolo per la continua attenzione sul tema e per il sostegno al loro rilascio", ha concluso.


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Continuano a piovere bombe e missili sul territorio iracheno. Secondo le autorità che guidano il Paese, l'Iraq sarebbe stato "colpito da un blackout totale". Secondo i giornalisti sul posto, si continuano a sentire forti esplosioni nella città di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle cause delle esplosioni, ma in precedenza i Pasdaran iraniani avevano annunciato attacchi contro "gruppi separatisti" curdi.


Un giorno dopo l'inizio degli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, alcuni funzionari del ministero dell'Intelligence iraniano hanno contattato indirettamente la Central Intelligence Agency (Cia) per negoziare le condizioni per porre fine al conflitto. Lo rivela il New York Times citando funzionari mediorientali e occidentali coinvolti nelle discussioni. Secondo quanto riferito dalle fonti, gli Stati Uniti sono scettici sul fatto che sia l'amministrazione Trump sia l'Iran siano realmente pronti a una via d'uscita nel breve termine. I funzionari israeliani hanno esortato Washington a ignorare l'approccio e, per ora, l'offerta non è considerata seria. 


Il segretario americano alla Difesa, Pete Hegseth, ha detto: "Abbiamo appena iniziato a combattere e gli Stati Uniti stanno vincendo in modo decisivo, devastante e senza misericordia". Le parole di Hegseth arrivano da una conferenza durante la quale il segretario ha ribadito "il pieno controllo dei cieli iraniani". Il capo del Pentagono si è vantato delle "nostre regole d'ingaggio audaci, precise e progettate per sprigionare il potere americano, non per incatenarlo".


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Il ministero degli Esteri turco ha convocato l'ambasciatore iraniano in Turchia, Mohammad Hassan Habibollahzadeh, per protestare ed esprimere preoccupazione dopo che un missile balistico lanciato dall'Iran è stato intercettato, e distrutto, nello spazio aereo turco. L'ordigno è stato disintegrato dal sistema di difesa aerea della Nato nel Mediterraneo orientale e i detriti dell'intercettatore sono caduti nel distretto di Dortyol in provincia di Hatay, nel sud est della Turchia. 


Le sirene d'allarme sono tornate a suonare nel nord di Israele a causa di una "sospetta infiltrazione di droni" nella zona del Galilee Panhandle (Dito della Galilea) e nelle alture del Golan. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel, aggiungendo che gli allarmi sono scattati in diverse comunità vicine al confine con il Libano. Secondo quanto reso noto dalle Forze di difesa israeliane, il gruppo sciita libanese filo-iraniano Hezbollah ha lanciato diversi droni contro il nord di Israele. 


Dall'inizio della guerra il traffico di petroliere nello stretto di Hormuz è crollato del 90%. Lo afferma su X la società di intelligence del mercato energetico Kpler.


Il segretario alla difesa degli Stati Uniti d'America, Pete Hegseth, in un briefing sulla guerra al Pentagono ha detto: "Gli obiettivi degli Stati Uniti, in Iran, non si basano su quello che fanno altre forze". L'affermazione del segretario fa riferimento a una domanda postagli sulle indiscrezioni della stampa secondo le quali la Cia si stava occupando di armare le forze curde per fomentare una rivolta in Iran. 


Risuonano ancora le sirene in Bahrain, lo rende noto il ministero dell'Interno nel paese del Golfo su X. "Le sirene hanno suonato. Cittadini e residenti sono sollecitati a restare calmi e a dirigersi al rifugio più vicino", si legge nel post scritto dal dicastero. 


Pete Hegseth, il segretario alla difesa degli Stati Uniti d'America, si è espresso in merito al missile iraniano intercettato e abbattuto dalle difese aeree Nato nello spazio aereo della Turchia. "Non sembra che possa innescare qualcosa di simile all'articolo 5 della Nato", ha detto Hegseth durante un briefing al Pentagono. "Dovremo comunque studiare meglio la situazione", ha aggiunto il segretario alla Difesa. 


"Nella giornata di domani, giovedì 5 marzo, i Ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto riferiranno alle Camere in merito all'evoluzione del quadro internazionale". È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi dopo il vertice presieduto da Giorgia Meloni sulla crisi in Medio Oriente seguita agli attacchi all'Iran. Il vertice è stato dedicato all'analisi degli sviluppi della crisi in Medio Oriente e alle relative implicazioni economiche.


L'esercito degli Stati Uniti ha effettuato un attacco che ha colpito una nave da guerra iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka. Lo scrive Reuters online citando tre funzionari statunitensi. Uno dei funzionari, che ha parlato a condizione di anonimato, ha affermato che l'attacco è stato effettuato da un sottomarino militare statunitense.


Un missile balistico lanciato dall'Iran verso lo spazio aereo della Turchia è stato neutralizzato dalle unità di difesa della Nato schierate nel Mediterraneo orientale. Lo ha reso noto il ministero della Difesa turco in un comunicato, sottolineando che il missile "è stato neutralizzato tempestivamente". "Il frammento di un missile caduto nel distretto di Dortyol, nella provincia di Hatay, è stato identificato come appartenente al missile di difesa che ha intercettato la minaccia aerea. Non si sono registrate vittime o feriti nell'incidente", si legge nel comunicato. Il ministero turco ha sottolineato che "la volontà e la capacità di garantire la sicurezza del Paese e dei cittadini sono ai massimi livelli". "Ogni misura per difendere il nostro territorio e il nostro spazio aereo sarà intrapresa con risolutezza e senza esitazione. Ricordiamo a tutte le parti che ci riserviamo il diritto di rispondere a qualsiasi atteggiamento ostile nei confronti del nostro Paese. Avvertiamo tutti ad astenersi da azioni che potrebbero portare a un'ulteriore espansione del conflitto nella regione. In questo contesto, continueremo a consultarci con la Nato e gli altri nostri alleati", ha riferito il ministero turco.


Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha detto all'omologo iraniano, Abbas Araghchi, che "qualsiasi azione che possa portare alla espansione del conflitto dovrebbe essere evitata", dopo che il sistema di difesa aereo Nato ha intercettato un missile balistico iraniano diretto verso lo spazio aereo turco e i detriti dell'intercettatore sono caduti nel distretto di Dortyol di Hatay, nel sud est della Turchia. Lo riferiscono fonti del ministero di Ankara


Le sirene anti-aeree tornano a suonare a Gerusalemme e in altre località in Israele per lanci simultanei dal Libano e dall'Iran


Il bilancio dei morti negli attacchi statunitensi e israeliani in Iran è di almeno 1.045 persone, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa iraniane, citando i dati della Fondazione dei Martiri e degli Affari dei Veterani, con sede a Teheran.


"Il Regno Unito non è coinvolto negli attacchi contro l'Iran dopo aver appreso la lezione della guerra in Iraq". Lo ha dichiarato Keir Starmer nel corso di un evento coi rappresentanti delle comunità di origine pachistana e palestinese in occasione del Ramadan, in quella che rappresenta una risposta indiretta alle dure accuse di Donald Trump. Starmer ha difeso la posizione di Londra, senza citare The Donald, ma sottolineando l'importanza di pace, giustizia e sicurezza in Medio Oriente e il fatto che "abbiamo già perso troppe vite, tra cui le donne e i bambini a Gaza". "Sono determinato a far sì che oggi si imparino e si seguano le lezioni del passato", ha aggiunto.


"Il presidente francese Emmanuel Macron ha appena parlato con il premier spagnolo Pedro Sánchez, per esprimere la solidarietà europea della Francia in risposta alle recenti minacce di coercizione economica, di cui la Spagna è stata bersaglio ieri". Lo riferiscono fonti dell'Eliseo.


Per il gruppo di coordinamento Ue sul petrolio al momento "non sussistono problemi di sicurezza, ma i prezzi e le conseguenze" delle tensioni in Medio Oriente "rimangono una forte preoccupazione. La durata del conflitto, i danni alle infrastrutture energetiche nella regione e la chiusura dello stretto di Hormuz determineranno le conseguenze per i mercati europei". E' quanto emerso durante la riunione del gruppo di esperti sul petrolio. Ad oggi, non sono state richieste misure coordinate a livello Ue o adottate misure individuali. Non è escluso che sia convocata una nuova riunione già la prossima settimana.


I funerali di Stato della Guida suprema iraniana Ali Khamenei previsti per questa sera a Teheran sono stati rinviati, mentre l'Iran è bersagliato dagli attacchi da parte degli Usa e di Israele. La notizia del rinvio delle esequie del defunto Khamenei arriva dalla tv di Stato iraniana. "La cerimonia di addio per l'imam martirizzato è stata rinviata in previsione di un'affluenza senza precedenti, la nuova data verrà aggiornata in seguito". Questa mattina, era stato annunciato un tributo per questa sera a Teheran davanti alla salma di Ali Khamenei, morto all'età di 86 anni in un attacco aereo e che sarà sepolto nella città santa di Mashhad, suo luogo di nascita. 


Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato una riunione del Consiglio di Difesa per esaminare la situazione in Medio Oriente: lo ha annunciato la portavoce del governo di Parigi, Maud Bregeon.


Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha espresso "sorpresa" alla Germania per la mancata solidarietà del cancelliere Friedrich Merz, durante la conferenza stampa martedì alla Casa Bianca in cui il presidente statunitense Donald Trump ha espresso dure critiche alla Spagna sul dossier Iran e sulle basi militari. "Gli ho trasmesso la nostra sorpresa per quelle parole", ha detto Albares nel riferirsi alle dichiarazioni di Merz, secondo cui la Spagna "è l'unico Paese" tra gli alleati Nato che non accetta di elevare al 5% del Pil la spesa militare.


Sul possibile utilizzo di basi militari in Italia da parte degli Usa per la guerra all'Iran "non c'è stata richiesta", mentre "stiamo invece valutando la richiesta di mezzi difensivi" da parte di Paesi dell'area del Golfo "e ciò avverrà nel rapporto tra governo e Parlamento". Così il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, alla presentazione della Relazione annuale dell'intelligence.


La situazione in Iran alimenta tensioni internazionali e fa "temere un'escalation che può avere un impatto anche sulla minaccia terroristica". Lo riporta la relazione annuale dell'intelligence presentata oggi. "Sono inoltre aumentati - evidenzia la Relazione - i rischi derivanti dalle attività di Hamas su suolo europeo, soprattutto per il coinvolgimento nella circolazione di armi e in possibili progettualità ostili contro obiettivi israeliani ed ebraici". In Italia, come in altri Paesi europei sono state condotte diverse operazioni antiterrorismo nei confronti di persone a vario titolo connesse con il conflitto mediorientale.


Almeno 101 persone risultano disperse e 78 ferite dopo un attacco sottomarino a una nave iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka, secondo fonti della Marina dello Sri Lanka e del ministero della Difesa. Lo riporta Reuters online. 


"Continuiamo il nostro cammino quaresimale in spirito di penitenza e di conversione, implorando la misericordia e la pace di Dio per noi e per il mondo intero". Lo ha detto il Papa nell'udienza generale, nei saluti ai pellegrini di lingua tedesca.


L'esercito del Kuwait ha annunciato su X di essere alle prese con un'"ondata di missili e droni" rilevata nello spazio aereo del Paese e di essere al lavoro per intercettarli.


L'Iran non ha intenzione di negoziare con gli Stati Uniti ed è pronto a una guerra prolungata, ha dichiarato il consigliere capo della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, nel quinto giorno del conflitto in Medio Oriente. "Non abbiamo fiducia negli americani e non abbiamo basi per negoziare con loro. Possiamo continuare la guerra per tutto il tempo che vogliamo", ha detto Mohammad Mokhbar alla televisione di stato iraniana.


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L'esercito israeliano ha affermato che la sua aviazione ha abbattuto un caccia iraniano su Teheran oggi. "Un caccia F-35I dell'aeronautica israeliana ('Adir') ha abbattuto poco fa un caccia YAK-130 dell'aeronautica iraniana nei cieli di Teheran", si legge in un comunicato.


La posizione del governo spagnolo si riassume in un "no alla guerra". Lo ha affermato il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, in una dichiarazione pubblica rilasciata dal Palazzo della Moncloa a Madrid, esortando Stati Uniti, Israele e Iran a cessare le ostilita' iniziate sabato "prima che sia troppo tardi". "Questa crisi ci riguarda e chiediamo con forza agli Stati Uniti, all'Iran e a Israele di fermarsi prima che sia troppo tardi. Non si puo' rispondere a un'illegalita' con un'altra, e' cosi' che iniziano i piu' grandi disastri dell'umanita'", ha affermato Sanchez. "No alla violazione del diritto internazionale. No all'idea che il Mondo possa risolvere i propri problemi solo con conflitti armati. E infine no al ripetersi degli errori del passato. In definitiva, la posizione del governo spagnolo si riassume in quattro parole: 'no alla guerra'", ha aggiunto.


I produttori statunitensi di petrolio da scisti non sono in grado di aumentare rapidamente la produzione per compensare un eventuale calo delle forniture dal Medio Oriente a causa del conflitto con l'Iran. Lo hanno affermato dirigenti del settore citati dal quotidiano britannico "Financial Times", sottolineando che un aumento significativo dell'output richiederebbe diversi mesi.

Secondo Scott Sheffield, veterano dell'industria del settore, le compagnie sono riluttanti ad avviare nuovi programmi di perforazione finche' non sara' chiaro che i prezzi del petrolio resteranno elevati nel tempo. Il Brent ha superato questa settimana gli 80 dollari al barile, ai massimi da 18 mesi, per i timori di interruzioni delle forniture dal Golfo. 

Tuttavia molte aziende preferiscono utilizzare i maggiori ricavi per ridurre il debito, riacquistare azioni e distribuire dividendi agli investitori piuttosto che aumentare rapidamente la produzione. Anche la riduzione degli investimenti e delle piattaforme attive negli ultimi mesi, dovuta al precedente calo dei prezzi, limita la capacita' di risposta del settore.


La Repubblica islamica dell'Iran celebrerà a partire da oggi, mercoledì, i funerali dell'ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema uccisa sabato scorso all'eta' di 86 anni dai bombardamenti di Israele e Stati Uniti. Secondo quanto riportano i media iraniani, le commemorazioni funebri prenderanno il via a partire dalle ore 22 (le 19:30 in Italia) presso la moschea Imam Khomeini di Teheran, e dureranno tre giorni. Il Consiglio di coordinamento per lo sviluppo islamico ha riferito che i cittadini iraniani potranno recarsi nel luogo di preghiera per rendere l'ultimo omaggio all'ayatollah. Khamenei sara' sepolto nella sua citta' natale, Mashhad, nel nord-est dell'Iran.


Il cancelliere tedesco Friedrich Merz si e' dichiarato "soddisfatto" dell'esito dei colloqui con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Washington. "Gli Stati Uniti rispettano la Germania", ha affermato Merz a margine dell'incontro sottolineando che Trump ha "riconosciuto l'impegno finanziario della Germania per la modernizzazione militare" attraverso il fondo speciale di cento miliardi di euro. Merz e Trump hanno concordato sulla necessita' di rovesciare il regime iraniano. "L'Iran minaccia l'esistenza di Israele e la pace e la sicurezza dell'intera regione. Tuttavia, non sappiamo se il piano funzionera' e non e' privo di rischi", ha dichiarato. Riguardo alla controversa questione dei dazi, il cancelliere ha affermato che "Washington comprende che e' stato ormai raggiunto un limite per la Germania e l'Europa".


Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato l'Iran, affermando che "ogni leader nominato sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare". "Il primo ministro e io abbiamo dato istruzioni alle Idf di prepararsi e agire con tutti i mezzi per portare a termine la missione, come parte integrante degli obiettivi dell'operazione 'Ruggito del Leone'", ha aggiunto Katz, confermando che Israele continuerà a collaborare con gli Stati Uniti per indebolire le capacità del regime iraniano.


Una bimba di 11 anni, ferita dai frammenti di un missile iraniano, è rimasta uccisa in Kuwait: lo annuncia il ministero della Salute in un post su X.


I Pasdaran hanno dichiarato di aver lanciato circa 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani. "Diverse ore fa, è stata condotta la 17a ondata dell'operazione Honest Promise 4 con il lancio di 40 missili da parte delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, verso obiettivi americani e sionisti", si legge in una dichiarazione trasmessa dalla tv di Stato.


Una telefonata riservata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe innescato l'attacco che sabato 28 febbraio ha portato alla morte della guida suprema dell'Iran Ali Khamenei e di numerosi altri vertici politici e militari della Repubblica islamica, e all'inizio del conflitto regionale in corso in Medio oriente.

Secondo fonti informate citate dal sito d'informazione statunitense "Axios", il 23 febbraio Netanyahu informo' Trump che Khamenei e i suoi principali consiglieri si sarebbero riuniti a Teheran pochi giorni dopo. I vertici del potere iraniano avrebbero presentato cosi' un obiettivo unico, neutralizzabile con un singolo raid aereo: un'occasione che, stando alla ricostruzione, nessuno dei due leader voleva lasciarsi sfuggire.


La Cia starebbe lavorando per armare le forze curde con l'obiettivo di fomentare una rivolta popolare in Iran. Lo hanno riferito alla Cnn diverse persone a conoscenza del piano. L'amministrazione di Donald Trump ha avviato trattative attive con i gruppi di opposizione iraniani e i leader curdi in Iraq per fornire loro supporto militare, hanno affermato le fonti come già anticipato dal Wall Street Journal.

I gruppi armati curdi iraniani hanno migliaia di forze operative lungo il confine tra Iraq e Iran, principalmente nella regione del Kurdistan iracheno. Diversi gruppi hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche dall'inizio della guerra, alludendo a un'azione imminente e sollecitando le forze militari iraniane a disertare.


Il corpo dei Guardiani della rivoluzione in Iran ha affermato che controlla del tutto lo stretto di Hormuz. Lo riferisce Al-Arabiya.


È di almeno 5 morti, 15 feriti e 3 dispersi in Libano il bilancio di un attacco israeliano che ha colpito un complesso residenziale nella città di Baalbek. Lo riporta l'agenzia di stampa libanese Nna.


Il ministero della Difesa del Qatar ha confermato che due missili balistici sono stati lanciati dall'Iran verso il Paese nelle prime ore di stamattina. Le forze di difesa qatariote sono riuscite a intercettarne uno, mentre il secondo ha colpito la base aerea di Al Udeid. La struttura e' la più' grande installazione militare statunitense in Medio Oriente e ospita migliaia di militari Usa. Secondo un comunicato del ministero, a seguito dell'attacco non si registrano vittime. Al momento non è stata fornita una valutazione dei danni causati dall'impatto


La Borsa di Tokyo ha aperto la seduta di stamattina in netto calo, con l'indice Nikkei 225 in ribasso di quasi il 4 per cento, sulla scia delle perdite registrate a Wall Street e dei crescenti timori per un possibile protrarsi del conflitto in Medio oriente. All'apertura della seduta odierna il Nikkei ha perso 2.188,94 punti (-3,89 per cento) a quota 54.090,11, per poi estendere ulteriormente le perdite oltre il 4 per cento. L'indice piu' ampio Topix e' sceso di 160,21 punti (-4,25 per cento) a 3.611,96. Nel corso della mattinata l'indice principale ha ampliato temporaneamente le perdite oltre i 2.200 punti dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato intendere la possibilita' di attacchi prolungati contro l'Iran da parte di Stati Uniti e Israele, secondo gli operatori.


Le forze statunitensi hanno colpito quasi 2mila obiettivi dall'inizio dell'operazione contro l'Iran. Lo ha dichiarato Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, in un video pubblicato su X.


Gli attacchi sferrati da Stati Uniti e Israele contro l'Iran lo scorso fine settimana, che hanno innescato un grave conflitto regionale in Medio oriente, rappresentano "un altro esempio del fallimento dell'ordine internazionale". Lo ha detto il primo ministro del Canada, Mark Carney, nel corso di una visita ufficiale a Sydney, chiedendo una "rapida de-escalation delle ostilita'" e un impegno verso una soluzione politica piu' ampia.

Carney ha affermato che il Canada considera da tempo l'Iran "la principale fonte di instabilita' e terrore in Medio Oriente", sottolineando che, "nonostante oltre due decenni di negoziati e sforzi diplomatici, l'Iran non ha smantellato il proprio programma nucleare ne' interrotto le attivita' di arricchimento". "Il Canada, ha aggiunto il primo ministro, e' al fianco del popolo iraniano nella sua lunga e coraggiosa lotta contro il regime oppressivo".

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