La decisione della Corte costituzionale

Consulta: guidare dopo aver assunto droga è punibile solo se si crea pericolo

L'intervento è sulla legittimità della nuova formulazione dell'articolo 187 del Codice della strada, modificata nel 2024

29 Gen 2026 - 15:18
 © Ansa

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La guida dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti è punibile solamente se si crea pericolo concreto per la sicurezza della circolazione. Lo ha stabilito la Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della nuova formulazione dell'articolo 187 del Codice della strada, modificata nel 2024. La norma, che non richiede più lo "stato di alterazione psicofisica", resta valida solo se interpretata in maniera conforme ai principi di proporzionalità e offensività. 

I dubbi dei giudici: rischio di punire condotte inoffensive

 Secondo i tre giudici di merito che hanno sollevato la questione alla Consulta, la nuova formulazione dell'articolo 187 avrebbe consentito di punire chiunque si mettesse alla guida dopo aver assunto droghe in un momento precedente e molto lontano nel tempo. Una visione che, a loro avviso, avrebbe prodotto risultati irragionevoli e sproporzionati, con il rischio di punire condotte prive di qualsiasi incidenza sulla sicurezza stradale e creando una netta disparità rispetto alla guida in stato di ebrezza.

La Consulta: conta l'idoneità a creare pericolo

 In risposta ai giudici, la Corte costituzionale ha chiarito che la norma deve essere interpretata in conformità "ai principi costituzionali di proporzionalità e offensività". In altre parole, non è più necessario dimostrare un'effettiva alterazione psicofisica quando si è alla guida, ma occorre accertare la presenza nei liquidi corporei di sostanze che, per quantità e tipologia, siano scientificamente idonei a provocare un’alterazione delle capacità di guida. Solo in questo caso, dunque, si configura un pericolo per la circolazione e, dunque, la punibilità.

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