Auto sulla folla a Modena, 55enne muore dopo due mesi in ospedale
Non ce l'ha fatta Monica Esposito, travolta dall'auto di Salim El Koudri insieme ad altre sette persone e rimasta gravemente ferita lo scorso maggio
Non ce l'ha fatta Monica Esposito, la donna di 55 anni che da due mesi si trovava ricoverata in ospedale dopo essere stata investita in centro a Modena, lo scorso 16 maggio, dall'auto scagliata sulla folla dal 31enne Salim El Koudri alla guida.
Due mesi in ospedale
A causa del deliberato gesto erano rimaste ferite otto persone. La donna, in un primo momento ricoverata in condizioni critiche all'ospedale Maggiore di Bologna, nelle scorse settimane era stata trasferita all'ospedale civile di Baggiovara, dove è deceduta in mattinata dopo una lunga agonia.
Non ha mai ripreso conoscenza
Le condizioni della donna, spiega l'azienda ospedaliera, erano apparse subito gravissime e, nonostante siano stati tentati tutti gli approcci medico-chirurgici possibili, non ha mai ripreso conoscenza. Nelle ultime settimane, poi, le sue condizioni erano irrimediabilmente peggiorate. La famiglia, nel rispetto della volontà espressa in passato dalla donna, ha dato parere favorevole alla donazione degli organi.
Il cordoglio degli ospedali
Le direzioni, i medici e il personale infermieristico dell'azienda ospedaliero - universitaria, l'azienda Usl di Modena e l'azienda Usl di Bologna che hanno avuto in cura la donna, desiderano "esprimere il loro più sentito cordoglio alla famiglia della paziente".
"Chiediamo piena giustizia"
Cordoglio espresso anche dal sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che sui canali istituzionali del comune ha parlato di "notizia tragica che accogliamo con enorme tristezza". "Le mie condoglianze più sincere vanno al marito, rimasto anch'esso ferito lo scorso 16 maggio, alle figlie e al figlio, ai fratelli e sorelle e a tutti i familiari. In questo momento di dolore dobbiamo mettere da parte tutte le polemiche e deve prevalere il senso di umana vicinanza". Per il sindaco "questo lutto rafforza la richiesta di una piena giustizia verso chi si è reso responsabile di questo terribile attentato. Continueremo a fare tutto quello che possiamo per stare accanto alle persone ferite e confermiamo il nostro impegno per rappresentare, nel processo che verrà, una comunità ferita perché Modena non può e non deve dimenticare quanto accaduto". Nel giorno delle esequie i comuni di Modena e Nonantola, paese in cui la donna risiedeva, proclameranno il lutto cittadino.
