Le motivazioni della sentenza

Omicidio Willy Monteiro, la Cassazione: "Dai fratelli Bianchi nessun segno di ravvedimento"

Per i togati, i due giovani avrebbero picchiato violentemente Willy Duarte con totale "indifferenza alle ragioni della contesa"

27 Gen 2026 - 18:48
 © Ansa

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Di un pentimento per l'omicidio Willy Monteiro o di una qualche "forma di ravvedimento" durante il processo, nei fratelli Bianchi i giudici non ne hanno notata neanche una traccia. Lo hanno scritto i togati della quinta sezione penale della Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui, a novembre 2025, hanno reso definitiva la condanna all'ergastolo per Marco Bianchi per l'omicidio del giovane Willy Monteiro Duarte. Per Gabriele Bianchi i togati hanno invece disposto un processo ter.

Il mancato pentimento dei fratelli Bianchi

 È sul comportamento processuale dei fratelli, accusati di aver ammazzato di botte il giovane a Colleferro la sera del 6 settembre 2020, che i giudici della Cassazione si sono focalizzati. Una condotta "aliena da forme di ravvedimento", si legge nelle 13 pagine di motivazioni, nonostante più volte i due imputati abbiano tentato di presentarsi a parole come pentiti di quanto fatto. A cui si aggiunge la evidente "capacità di delinquere" dei due fratelli. Non solo per i precedenti per spaccio e per il "tenore di vita raggiunto con il ricorso all'illecito", ma soprattutto per "il contegno assunto e mantenuto prima e durante la consumazione del reato". Marco e Gabriele Bianchi, ricorda la Cassazione, sarebbero intervenuti nel mezzo di una discussione con totale "indifferenza alle ragioni della contesa": atteggiamento ritenuto "espressione concreta di pericolosità, personalità proterva e indifferente ai valori della convivenza".

Il nuovo processo per Gabriele Bianchi e gli altri condannati

 Proprio alla luce di queste conclusioni, che la Corte d'assise d'appello aveva raggiunto in merito a Marco Bianchi, i giudici della Cassazione a novembre avevano chiesto un nuovo processo per il fratello Gabriele. L'obiettivo è quello di ridiscutere le attenuanti generiche che, nel processo bis, gli erano state concesse in secondo grado. E che avevano fatto diminuire la pena dall'ergastolo a 28 anni. La Cassazione ha reso definitive anche le condanne ai due amici dei Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. Loro, come hanno scritto i giudici, avrebbero "pienamente aderito alla condotta e al rischio dell'evento morte per le modalità obbiettive dell'azione (numero, direzione e gravità dei colpi inferti alle parti vitali del corpo della vittima, attinta con l'uso di arti marziali; insistenza e brutalità della violenza in danno di persona inoffensiva e riversa a terra)". 

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