Finché l'aereo non vi separi

Viaggio di nozze da incubo per due sposi milanesi, risarciti con 27mila euro

Una coppia milanese aveva speso 11mila euro per il pacchetto turistico. Il tribunale di Milano dispone il rimborso e 16mila euro tra danni e spese legali

23 Ott 2026 - 12:19
 © Istockphoto

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Erano partiti per fare un tour tra Perù e Colombia. Un viaggio di nozze organizzato nei minimi dettagli, ma che per una coppia milanese si è trasformato in una lunga serie di disavventure. Siamo nell'agosto del 2022 e, come raccontato da Il Corriere della Sera, i due si sono subito ritrovati a dover affrontare il viaggio intercontinentale separati, per poi ritrovarsi in un hotel con standard ben lontani da quelli richiesti e non solo. A distanza di quattro anni, il tribunale di Milano ha condannato l'agenzia di viaggi a restituire gli 11mila euro spesi per il pacchetto turistico e a versare altri 16mila euro tra risarcimento dei danni e spese legali.

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Voli separati all'andata e al ritorno

 Il pacchetto acquistato dalla coppia prevedeva il viaggio di andata e ritorno in aereo, il soggiorno in diverse strutture e una serie di spostamenti ed escursioni tra Perù e Colombia, dal 12 al 28 agosto 2022. Un programma che avrebbe dovuto garantire agli sposi un'esperienza speciale, almeno in teoria. Già all'aeroporto il primo problema: i due hanno scoperto che avrebbero dovuto affrontare il volo intercontinentale separati. Come ricostruito nel processo, la compagnia aerea (l'olandese Klm) aveva previsto per la moglie un volo diretto da Amsterdam a Lima, mentre il marito avrebbe dovuto fare scalo a Panama, arrivando nella capitale peruviana alcune ore dopo. La coppia è riuscita a risolvere il problema grazie all'intervento degli addetti della compagnia, che hanno trovato una soluzione per farli partire insieme. Il problema si è poi ripresentato anche al ritorno, dove non hanno potuto fare altro che ritornare in Italia separati. 

E una volta arrivati non c'è fine al peggio...

 Il problema dei voli è solo l'inizio. Una volta arrivati in Sud America le strutture alberghiere, in particolare quelle di Arequipa e Puno, in Perù, presentavano condizioni ben diverse da quelle che gli sposi si aspettavano sulla base delle informazioni ricevute al momento della prenotazione. La sentenza descrive ambienti freddi, riscaldati soltanto da stufette elettriche, e una disponibilità di acqua calda tutt'altro che costante. A questi problemi si aggiungevano vasche e docce in condizioni precarie, oltre a spazi comuni privi di riscaldamento. Bisogna infatti ricordare che ad agosto in Sud America è inverno. In un'occasione, inoltre, il servizio di trasporto non ha riportato i viaggiatori in albergo, costringendoli a raggiungere la struttura a piedi dopo essere stati lasciati per strada. Nonostante i ripetuti tentativi di contattare l'agenzia per segnalare quanto stava accadendo, le telefonate non hanno portato a una soluzione dei problemi.

La decisione del tribunale

 A pesare sulla vicenda non sono stati soltanto i problemi pratici, ma anche il significato particolare del viaggio. Il viaggio di nozze, d'altronde, rappresenta per molti una vacanza a cui si legano aspettative e ricordi destinati a durare nel tempo. È proprio questo aspetto ad aver avuto un ruolo nella valutazione del danno da parte del tribunale di Milano. Nella sentenza pubblicata nei giorni scorsi, infatti, il giudice ha sottolineato: "La notevole gravità del danno subito dai coniugi, si desume proprio dal rilievo del viaggio di nozze, cioè di un’occasione peculiare, che gli sposi caricano di aspettative al massimo livello, desiderando che la vacanza sia perfetta, perché costituirà, comunque, un ricordo destinato a permanere a lungo nel tempo". È su queste basi che è arrivata la condanna dell'agenzia. I coniugi riceveranno la restituzione degli 11mila euro versati per il pacchetto turistico, a cui si aggiungono altri 16mila euro tra risarcimento dei danni e spese legali.

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