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Pos in chiesa, a Chioggia le offerte per la messa si pagano col bancomat

Basta strisciare la carta per accendere un cero o prenotare una funzione religiosa. La cittadina veneta è la prima dʼItalia a proporre questa iniziativa

Pos in chiesa, a Chioggia le offerte per la messa si pagano col bancomat

Anche la chiesa si adegua ai tempi moderni: oggi, per accendere un cero o prenotare una messa, basta una carta di credito strisciata sul pos vicino all'acqua santa. Questa è la nuova idea di Monsignor Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia, che ha permesso l'installazione di terminali per carte di credito in tre chiese della cittadina in provincia di Venezia. Si tratta della prima iniziativa del genere in Italia.

Non sono mancate le polemiche da parte dei fedeli. Molti accusano le istituzioni religiose di essere diventate "simili a un supermercato", con il sistema di pagamento virtuale che permette di selezionare anche l'entità e la tipologia di donazione sullo schermo del pos. Non è della stessa idea Tessarollo, che spiega al Corriere del Veneto: "Questa è la prima volta che si introduce un sistema del genere in Italia, all'estero è invece molto diffuso. Non sorprende quindi che la prima donazione sia arrivata da turisti. Voglio rassicurare i fedeli, però, dicendo che rimarranno attivi anche i normali canali per versare le offerte".

Ma non finisce qui. Per chi non possiede carta di credito o non può recarsi di persona in chiesa, può accedere da smartphone o computer al sito web "donatelumen.org", in cui potrà scegliere comodamente la chiesa nella quale effettuare la donazione, l'altare al quale rivolgersi e addirittura prenotare il giorno della messa, indicando la ricorrenza per la quale si fa un'offerta. Tutto previo pagamento, con offerte che vanno dai 30 centesimi minimi dell'"offerta libera" alla base di 17 euro per la "Santa Messa in data vincolata". Per chi è più generoso, invece, l'unico limite ai versamenti è quello imposto dal proprio conto in banca.

L'iniziativa nasce a Chioggia non per caso. La città è anche sede del "Festival della comunicazione 2019", una manifestazione di rilevanza nazionale nata per promuovere i nuovi mezzi di comunicazione e nella quale è impegnato in prima persona proprio Monsignor Tessarollo. 

La tecnologia al servizio della religione - Il mondo si evolve e la Chiesa sta provando a stare al passo dei fedeli non solo nel mondo dei pagamenti. Dopo l'iscrizione del Papa su Twitter, Instagram e sugli altri social, anche le istituzioni ecclesiastiche locali stanno proponendo nuove forme di comunicazione con i fedeli. 
Ad Aosta e Torino, ad esempio, è stato inaugurato il progetto "chiesa a porte aperte", con l'omonima app per smartphone che permette di visitare il monumento di interesse storico in totale autonomia. Una volta giunti davanti al monumento, basta un tocco sull'applicazione per aprire e chiudere automaticamente le porte del monumento. Viene poi fornita ai visitatori anche una pratica audioguida per conoscere tutte le particolarità artistiche del luogo di culto. 

Per il fedele praticante, invece, ci sono applicazioni come "Cei", che permettono di consultare sul telefono lo stesso breviario dei sacerdoti. Oltre alle preghiere, sono anche forniti passi, salmi e testi da consultare nelle varie ore della giornata, con tanto di audiolibri da ascoltare quando non si possono posare gli occhi sul piccolo schermo portatile. 

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