Treviso, 11enne costretto ad alzarsi all'alba per pulire la stalla, insultato e preso a cinghiate: chiesti sei anni per il padre padrone
I genitori sono finiti a processo per maltrattamenti. Il caso emerso a scuola dopo una frase in occasione della Festa del Papà: "Non lo festeggio perché mi dà sempre le botte"
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Tutto è nato per una causalità. Una domanda fatta a uno studente nel giorno della festa del papà. Una risposta inaspettata. Poi la segnalazione della scuola ai carabinieri e l'avvio di una indagine per presunti maltrattamenti che ha portato a processo il padre e la madre di un ragazzo di 11 anni residente in provincia di Treviso. Il ragazzino, secondo quanto emerso nell'indagine, sarebbe stato costretto ad alzarsi ogni mattina all'alba per andare a pulire la stalla delle capre di famiglia, prima di andare a scuola. Secondo gli inquirenti sarebbe stato vittima anche di insulti, minacce e botte. Una storia triste, raccontata sulle pagine della Tribuna di Treviso proprio perché in questi giorni, al termine della requisitoria, il pubblico ministero ha chiesto per il padre del ragazzino una condanna a sei anni di carcere, tre e mezzo invece per la madre.
Treviso, genitori a processo per maltrattamenti
Come riporta il quotidiano, l'indagine era partita nel marzo scorso 2025, in occasione della festa del papà, quando la scuola del ragazzo aveva fatto una segnalazione ai carabinieri di zona dopo che il ragazzino era scoppiato in lacrime alla domanda di una insegnante. La docente aveva chiesto all'11enne se avesse festeggiato il padre e la risposta del giovane era stata del tutto inaspettata: "No, non lo festeggio perché mi dà sempre le botte".
L'indagine
Dopo alcuni colloqui protetti con il ragazzino, i militari avviarono una rapida indagine: l'utilizzo di microspie all'interno dell'abitazione dove l'11enne viveva con i genitori e i fratelli fu determinante per comprendere il contesto di vita del giovanissimo che ogni mattina sarebbe stato costretto ad alzarsi all'alba per lavorare nella stalla, per poi andare a scuola dove il bambino era descritto come "uno studente bravo e ben inserito nella classe". Attraverso le intercettazioni ambientali, durate circa un mese, i carabinieri avrebbero registrato violenze quasi quotidiane nei confronti del ragazzo, fatte di insulti, minacce e botte.
L'episodio più grave, si legge sulla Tribuna di Treviso, nel mese di maggio 2025: quel giorno il ragazzino stava male a causa di una influenza intestinale. Mentre il fratellino più piccolo stava facendo colazione, l'11enne sarebbe stato immortalato dalla microcamera mentre, per scherzo, metteva qualcosa nel piatto al fratello. Quest'ultimo si sarebbe messo a piangere e, riporta il quotidiano, a quel punto il padre avrebbe iniziato a insultare l'11enne. Non solo, un fratello più grande gli avrebbe addirittura sputato addosso. Poi di nuovo l'intervento del papà che con una cinghia avrebbe colpito il ragazzo più volte, otto per la precisione.
L'arresto
L'episodio, riporta il quotidiano locale, aveva portato all'intervento tempestivo dei carabinieri che il giorno dopo, con un mandato d'arresto differito del gip, sono arrivati nell'abitazione della famiglia e hanno arrestato il padre per maltrattamenti. L'uomo era stato messo agli arresti domiciliari (misura che gli è stata tolta pochi giorni dopo), la madre era stata denunciata. Il ragazzino invece era stato subito trasferito in una comunità protetta dove tuttora risiede e va scuola.
