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Trento, bustine di zucchero con proverbi sessisti, le donne protestano

La senatrice di Forza Italia Elena Testor: “Eʼ un detto della val di Fassa che è un omaggio alle donne un po' formose. Mi ha stupito questa polemica, anzi mi ha lasciato basita”

In provincia di Trento nei giorni scorsi è scoppiata la polemica per le bustine di zucchero promosse dall’Apt locale con la Famiglia cooperativa Val di Fassa. A non essere "digerito", è il caso di dirlo... da molte donne, è stato uno dei proverbi ladini stampati sulle bustine, che suona così: “Na bela femena l’à l cul e l piet sot la pievia” (Una bella donna ha il sedere e il petto sotto la pioggia). Secondo Elena Testor, senatrice di Forza Italia, si tratta invece di una trovata pubblicitaria innocua e per nulla sessista.

Per la Testor la frase imputata “è un detto valligiano che, anzi,  potrebbe essere considerato addirittura un omaggio per le donne un po’ formose. Mi ha stupito questa polemica, anzi mi ha lasciato basita, perché in un momento in cui viene esaltata la donna magra, dando un’immagine poco sana ai nostri giovani - quella cioè della magrezza e della perfezione a tutti i costi - credo che un omaggio alla prosperità non guasti”. “Trovo questa, una finta polemica. Se avessi ritenuto quella frase offensiva e sessista sarei stata la prima a metterlo in evidenza” continua la senatrice, “Io come donna non mi sento offesa. E poi sulle stesse bustine gira pure un proverbio sul cervello degli uomini, loro allora che dovrebbero dire? Bisogna concentrarsi sui temi veri delle donne, non sulla bustina di zucchero. Il rischio vero, anzi, è perdere di vista la vera questione femminile, dalla salute alla violenza sulle donne”.

 

Paola Taufer, invece, presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità, non è d'accordo. Intervistata dal quotidiano locale Adige, ha commentato: “E’ un proverbio sessista, punto e basta. Ci sono tanti bei proverbi, bisognava andare a prendere proprio questo? Ce ne sono di bellissimi su ogni cosa, sulla natura, su tutto. E invece, mentre si cerca di procedere verso la parità, ecco lo stereotipo sessista. E non venitemi a dire che in questo modo si porta avanti una tradizione! Perché una tradizione la si può portare avanti benissimo con altri proverbi”.

 

Più cauto il sindaco di Moena, Edoardo Felicetti. “Stiamo parlando di una bustina di zucchero in un bar - dice smorzando i toni il primo cittadino - non di un testo inserito in un contesto più serio. Oggi le persone si indignano facilmente e trovano piacere nel creare polemica dove i problemi non esistono. Se pensiamo che il problema della parità di diritti e del rispetto di genere sia in una bustina di zucchero - conclude Felicetti - stiamo sbagliando tutto. Si sta creando un grosso problema su questione molto piccola”.

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