La decisione del tribunale

Torino, per il "re dei maranza" sorveglianza speciale e niente social

Don Alì, che era stato arrestato a novembre perché avrebbe avvicinato e intimidito un maestro di scuola in una strada, si trova in carcere ad Aosta perché nel frattempo sono diventate definitive alcune condanne

27 Feb 2026 - 11:53

Sorveglianza speciale e niente social per Don Alì, autoproclamatosi "re dei maranza" di Torino. Lo ha deciso il tribunale del capoluogo piemontese, su richiesta della questura, per il 25enne molto conosciuto su Internet. Il giovane, che era stato arrestato a novembre perché avrebbe avvicinato e intimidito un maestro di scuola in una strada, si trova in carcere ad Aosta perché nel frattempo sono diventate irrevocabili alcune condanne. La sorveglianza speciale, che comporta anche l'obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, resterà in vigore per tre anni.

I funzionari della questura gli hanno contestato "comportamenti violenti e minacciosi" su ragazzini, anziani, titolari di piccoli negozi. Le presunte vittime, che sarebbero state schernite con frasi come "a me non mi arresta nessuno", "vai a chiamare la polizia che poi mi prendo da solo", non denunciavano. È segnalata anche la reazione a un controllore che, su un treno, gli avrebbe chiesto il biglietto: "Se continui così stasera non torni a casa da tua moglie e non mi interessa se sei un pubblico ufficiale", che sarebbe stata seguita da un ceffone.

I filmati finivano sulle più popolari piattaforme social ottenendo centinaia di migliaia di visualizzazioni "soprattutto - osservano dalla questura - da parte di giovanissimi, generando un preoccupante rischio di emulazione, idoneo ad alimentare il fenomeno sempre più diffuso delle baby gang". A questo proposito, sempre secondo quanto hanno sottolineato i funzionari di polizia, sovente il giovane "invitava i follower ad atteggiamenti di aperta sfida verso l'autorità, postando tutorial in cui, per esempio, istruiva su come aggirare e sfuggire i controlli delle forze dell'ordine".

Come riporta il Corriere della Sera, l'avvocato Federica Galante ha obiettato dicendo che molti contenuti "sarebbero messinscene e che alcune persone comparse nei video si sarebbero prestate come figuranti", ma è servito a poco. Intanto, il provvedimento è stato impugnato davanti alla Corte d'Appello.

Sempre stando al quotidiano, il giovane, durante l'interrogatorio di garanzia, avrebbe detto: "Signor giudice, è il mio personaggio, è quasi tutto finto, io voglio fare ridere sui social. Il mio personaggio è fare hype, la gente deve credere che faccio tutto io così dice: 'Wow, Don Alì è forte'".

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