Torino, trovato cadavere in un appartamento: si indaga per omicidio
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I resti erano in sacchi, accanto un paio di coltelli; proseguono le indagini per riuscire a ricostruire l'accaduto e i rapporti tra le persone coinvolte
A Torino, in un appartamento nel quartiere madonna di Campagna, il cadavere di un uomo, Fabio Colapietro, 39 anni e residente a Settimo Torinese, è stato trovato nella notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre. Sul caso indaga la squadra mobile della polizia. Una volta sul posto, gli agenti hanno trovato il cadavere fatto a pezzi e nascosto in grossi sacchi neri all'interno del bagno. Accanto ai resti, invece, sono stati trovati dei coltelli. Dopo ore di indagini, tre persone sono state fermate per l'omicidio del 39enne.
A quanto si apprende, l'allarme è scattato intorno le 23, con una chiamata al 112: una donna sosteneva che il figlio avesse fatto male a una persona. La polizia, arrivata sul posto, ha trovato il figlio con la madre e il ragazzo avrebbe indicato dove si trovava il cadavere. Non nel loro appartamento, ma dall'altra parte della città.
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Le volanti si precipitano sul posto e suonano alla porta al quarto piano della palazzina, dove vive un'insegnante, 47 anni, originaria di Rieti. La donna apre ai poliziotti, che avvertono un forte odore acre. Entrano e fanno così la macabra scoperta. Gli agenti trovano in alcuni sacchi neri resti di un corpo umano. Le indagini della squadra mobile della polizia, coordinate dalla pm Lea Lamonaca, si concentrano sulla ricostruzione dell'accaduto per chiarire i rapporti tra le persone che frequentavano l'abitazione e l'uomo ucciso.
Le indagini proseguono
Un uomo e due donne sono stati fermati in esecuzione di un decreto del pm per l'omicidio di Fabio Colapietro. L'ipotesi di reato mossa a carico di un uomo è di omicidio e soppressione di cadavere; per due donne, invece, è favoreggiamento e concorso nella soppressione di cadavere. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo è gravemente indiziato del delitto, mentre le due donne - tra cui la proprietaria dell'abitazione, Nicole Formichetti, insegnate originaria della provincia di Rieti, in cui si sarebbero consumati i fatti - sono accusate di favoreggiamento e concorso nella soppressione del corpo. Nelle prossime ore, la Procura presenterà al Giudice per le Indagini Preliminari le richieste ufficiali per la convalida dei fermi e l'applicazione delle misure cautelari personali nei confronti dei tre indagati.
"C'era sempre un via vai. All'inizio sembrava stare meglio, poi man mano l'ho vista peggiorare". Lo riferisce ai giornalisti un vicino di casa della donna che viveva nell'appartamento dove è stato trovato il corpo di un uomo fatto a pezzi. "Era dimagrita in breve tempo, neanche un anno", ha detto ancora aggiungendo di aver visto due giovani frequentare la donna. "C'era spesso un uomo alto, magro, sui 30 anni", dice riferendosi a uno di loro. L'altro viene descritto dal residente come un giovane, straniero, transgender, che avrebbe incontrato più volte la donna sotto casa: "Si vedevano qua sotto, si abbracciavano, poi magari lui andava su con lei", racconta. "Non la incrociavo da qualche giorno", racconta invece una vicina e lo conferma anche un altro condomino. "Sono qui da poco, la incrociavo quando scendeva col cane ma da qualche giorno non la vedevo", conclude.