due abusi in 40 minuti

Torino, 13enne violentata in un minimarket dal negoziante | Il gip lo scarcera: "Era pentito"

Il 42enne sarebbe stato liberato dopo solo 48 ore perché, per il magistrato, "è parso collaborativo". L'uomo però avrebbe abusato anche di un'altra donna solo quaranta minuti prima

01 Set 2026 - 09:21
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 © Istockphoto

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Nella periferia di Torino, una ragazza di 13 anni è stata violentata da un commerciante 42enne. La violenza è avvenuta all'interno di un minimarket a Madonna di Campagna. La 13enne, uscita per andare a comprare la merenda per i suoi fratelli, avrebbe incrociato l'uomo tra gli scaffali del negozio, punto in cui avrebbe abusato di lei.

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La dinamica

 Al momento della violenza, i due erano soli, in quanto il titolare era assente. Grazie alle riprese effettuate dalle telecamere di video sorveglianza, è stato possibile prendere atto di quanto accaduto. Non si è trattato di un singolo caso quel giorno: l'uomo avrebbe abusato di un'altra donna, adulta, solo quaranta minuti prima. La seconda vittima, al momento, non è stata ancora identificata.

I due episodi a poca distanza

 Da quanto si apprende dal quotidiano La Stampa, i poliziotti avrebbero fermato l'autore del reato. L'uomo sarebbe a tutti gli effetti recidivo. Dopo aver trascorso due notti nel carcere "Lorusso e Cutugno", il 42enne è stato scarcerato. Secondo il gip, l'uomo sarebbe incensurato ed "è parso collaborativo" perché ha consegnato agli inquirenti le riprese effettuate dalle telecamere di videosorveglianza. E ha aggiunto che il "trauma dell'arresto basterebbe come deterrente".

Inoltre, sempre da quanto affermato dal gip, il fermato avrebbe mostrato pentimento e - durante l'udienza di convalida - avrebbe affermato di "essere dispiaciuto"; a quel punto non si sarebbe sottoposto all'interrogatorio. "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere", avrebbe riferito.

Il 42enne è stato scarcerato

 Il commerciante sarebbe stato scarcerato dopo aver trascorso solamente due notti all'interno dell'istituto penitenziario. Ora dunque, si troverebbe libero di riprendere a lavorare, sottoposto a una delle misure di custodia cautelari più blande, ossia l'obbligo di firma. "Un obbligo che il medesimo potrà concordare con l'autorità", riferisce il quotidiano - e senza spostarsi dalla sua zona, cioè, andando a firmare nel commissariato più vicino. Ma il pm aveva chiesto il carcere: "Vi è il concreto pericolo che, se libero, commetta reati della stessa specie". Inoltre, troppo grave il reato contestato, la violenza sessuale, aggravato dalla giovanissima età della persona offesa, di cui l'uomo era "pienamente consapevole", ha aggiunto il pm.

Il racconto della vittima

 "Ero bloccata, mi trovavo vicino a una lavanderia e ho telefonato a un mio amico. Gli ho detto che non stavo bene, avevo paura. Sono rimasta sul marciapiede seduta finché non è venuto a prendermi", racconta la giovane. "Volevo andare in un altro minimarket, ma avevo pochi soldi, quindi ho scelto il meno caro", continua con il racconto. La prima richiesta di aiuto è partita dalla madre della ragazza grazie a una telefonata delle ore 13.15: "Dopo pochi minuti tornava in stato di shock, singhiozzante e fortemente scossa", hanno riferito gli agenti delle volanti.

"Mi ha regalato una bibita, si è avvicinato per chiedermi se fossi fidanzata. Mi ha abbracciata e mi ha chiesto quanti anni avessi. Gliel'ho detto e mi ha risposto 'sei molto giovane'". A quel punto sarebbe scattata la violenza che avrebbe totalmente paralizzato la vittima. Infine, nel carcere di Torino, all'udienza di convalida, l'indagato ha preso la parola per una dichiarazione spontanea, affermando di aver sbagliato e che si trattava della prima volta. "Ho sbagliato, è la prima volta che mi succede, sono molto dispiaciuto".

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