Studente suicida a Latina, nel diario del ragazzo solitudine e rabbia
Gli scritti del 14enne analizzati da una psicologa e grafologa forense. Tre giorni di sospensione per la preside della scuola
Uno stato d'animo turbato. Una profonda solitudine. È il quadro che starebbe emergendo dalla lettura del diario di Paolo Mendico, il 14enne che si è tolto la vita nel settembre scorso a Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, a seguito di presunti episodi di bullismo nei suoi confronti ora oggetto di indagine.
La fotografia la sta scattando la psicologa e grafologa forense Marisa Aloia, incaricata dalla famiglia Mendico. La specialista in passato si è occupata anche di altri casi di cronaca come il delitto di Novi Ligure e il massacro alla Columbine High School in Colorado, avvenuto nel 1999 e costato la vita a 12 studenti e una insegnante. L'obiettivo dell'analisi degli scritti è quello di tracciare un profilo di Paolo sulla base di quello che lui stesso ha raccontato nel corso degli anni di scuola.
Nei suoi testi - come riportato da Il Messaggero - sarebbero emersi passaggi già menzionati nei mesi scorsi, ad esempio l'amarezza per essere stato rimandato in matematica. Nel diario, Paolo racconterebbe anche di un suo compagno, uno dei presunti bulli, che era stato promosso nonostante il suo rendimento non fosse buono: il ragazzo sarebbe stato promosso perché si era iscritto al doposcuola che invece Paolo non avrebbe frequentato per ragioni economiche. Una delle professoresse avrebbe però "obiettato" sostenendo che il doposcuola non costava così tanto. Questo turbò molto il 14enne.
Non solo. Dagli scritti di Paolo emergerebbe anche un progressivo allontanamento dalla propria realtà: lo si evincerebbe dall'utilizzo della terza persona. Una realtà difficile da sopportare per il ragazzo, la cui grafia già dalle elementari era peggiorata, in concomitanza con uno dei primi presunti episodi di bullismo di cui era stato vittima: quello in cui un'insegnante avrebbe incitato gli alunni al litigio gridando "rissa" invece che intervenire per ripristinare la calma.
Tutti episodi che dovranno essere vagliati con attenzione nel corso delle indagini che intanto vanno avanti.
L'appuntamento per giocare online con un amico
Paolo la sera prima della morte sembra abbia programmato per il giorno seguente un incontro online per giocare alla XBox con un suo amico. Poche ore dopo però il 14enne si è tolto la vita. Resta quindi da capire se e cosa potrebbe essere successo in quelle ore. È questa una delle domande su cui si sta tentando di far luce attraverso le indagini.
Per i genitori del ragazzo "Paolo si è tolto la vita la mattina del primo giorno di scuola, quindi l'ha fatto per non tornare in classe. Questo per noi è chiarissimo ed è su questo dato che si deve scavare per arrivare alla verità. E alle responsabilità di chi sapeva del bullismo e non ha fatto nulla" - dicono a Il Messaggero.
Disciplinare di tre giorni per la Preside
Intanto si è appreso in queste ore che la dirigente scolastica dell'Istituto Pacinotti di Fondi ha ricevuto la disciplinare di tre giorni di sospensione dal servizio a conclusione del procedimento avviato nei suoi confronti dopo il suicidio del giovane Paolo Mendico, avvenuto il giorno precedente all'inizio delle lezioni. Lo rende noto la Flc Cgil.
"Un esito che dimostra quanto fosse fondato il nostro timore di una gestione sbagliata dell'intera vicenda da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito che ha preferito concentrare l'attenzione sulla ricerca a tutti i costi di un colpevole, per dimostrare di saperlo trovare e di saperlo punire, mentre sono ancora in corso indagini penali per accertare eventuali responsabilità", commenta Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici Flc cgil. "Né è prova lampante la decisione di avviare la contestazione ancor prima dell'inizio dell'indagine ispettiva, destinata evidentemente a trovare una qualche giustificazione a un giudizio di fatto già scritto in una vicenda che ha creato allarme sociale e un giudizio negativo sull'impegno della scuola nell'affrontare le fragilità e le criticità delle relazioni fra adolescenti".
"Come Flc Cgil denunciamo, oltre alla violazione delle regole del procedimento, la totale mancanza di riscontro delle motivazioni della sanzione nella documentazione fornita dall'amministrazione, costituita esclusivamente dagli articoli di stampa pubblicati nell'immediatezza del drammatico evento, mentre è stato differito l'accesso alla relazione ispettiva, oggetto di discutibili anticipazioni a mezzo stampa, che l'interessata non ha ancora avuto modo di visionare e contestare" - sottolinea ancora la dirigente sindacale. "Per il Ministero una verità che la magistratura non ha ancora accertato e su cui sta indagando, è già individuata e provata dagli articoli di stampa che costituiscono la sola base probatoria della contestazione degli addebiti. Di nessuna concreta responsabilità, di nessuna omissione viene data prova nel dispositivo della sanzione, che si limita a enunciare solo una serie di generiche affermazioni, confermando il carattere tutto politico di un'operazione che assume come causa certa del suicidio il bullismo che la scuola, anzi la dirigente, non sarebbe stata in grado di riconoscere e perseguire", sottolinea Fanfarillo.
"E a poco serve - continua - se le incontestabili evidenze prodotte dalla dirigente scolastica provano il contrario. Il processo sommario e la gogna mediatica, che le anticipazioni fatte avere alla stampa hanno contribuito ad alimentare, esigono a tutti costi l'individuazione di un colpevole che il MIM vuole dimostrare di saper trovare".
La dirigente pronta a impugnare la sanzione
"La FLC CGIL è determinata a contrastare la strumentalizzazione della vicenda da parte del Ministero e, soprattutto, a difendere l'integrità professionale della dirigente del Pacinotti che ha già dato mandato ai suoi legali di denunciare l'improvvida diffusione di dati e documenti lesivi della sua immagine professionale e personale e impugnare la sanzione davanti al giudice del lavoro, non escludendo l'attivazione di ogni altra iniziativa giudiziaria a tutela della sua persona", conclude la responsabile dei dirigenti scolastici FLC.
