Avranno l'obbligo di dimora e di firma

Sorelle ritrovate, convalidati i fermi di nonno, madre e compagno | Il procuratore: "Potrebbero rifarlo"

Il procuratore di Sulmona ha spiegato che i tre indagati hanno l'obbligo di residenza a Latina: "La madre voleva riprendersi le bimbe"

25 Giu 2026 - 17:45
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Da video

© Da video

Sono stati convalidati i fermi di Valentina D'Acunto, del padre Marco e del compagno della donna Vincenzo Esposito, accusati di sequestro di persona aggravato in concorso nei confronti delle figlie della donna, scomparse per quindici giorni da una casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate a Formia, nell'abitazione di una lontana parente della mamma delle minori. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari, che ha disposto la misura cautelare dell'obbligo di dimora nella provincia di Latina con obbligo di firma due volte al giorno presso la caserma dei carabinieri. Per i tre indagati, dunque, niente carcere. I tre indagati usciranno dunque nelle prossime ore dalle celle dove si trovavano e potranno fare ritorno alla loro dimora.

Google Preferred Site

Il procuratore: "La madre voleva tornare in possesso delle figlie"

 Il procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha spiegato che la procura ha ritenuto l'obbligo di dimora sufficiente per evitare che gli indagati possano "andare nel posto dove si trovano" le ragazzine "e prendersele un'altra volta". Ha poi aggiunto che l'obiettivo della madre era, secondo la procura, "ritornare in possesso delle figlie". In merito a zia Sofia, la parente della madre che ha nascosto in casa sua a Formia le ragazzine, il procuratore ha spiegato che non è stata arrestata per via della sua età avanzata: "Se fosse stata più giovane, sarebbe stata arrestata in flagranza di reato".

"Da verificare il possibile coinvolgimento di altre persone"

 Le ragazze, allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena il 7 giugno, erano state rintracciate il 28 giugno. "Restano da verificare ulteriori circostanze per accertare l'eventuale coinvolgimento di altre persone", ha spiegato il procuratore di Sulmona. "Valentina D'Acunto ha fornito alcune spiegazioni, ma si tratta di sue convinzioni personali. Il suo obiettivo era tornare ad avere con sé le figlie", ha aggiunto il magistrato. La difesa ha sostenuto che la contestazione corretta fosse quella di sottrazione di minorenni e non di sequestro di persona. Una tesi che il giudice non ha accolto.

Ti potrebbe interessare

videovideo