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Sea Watch, "Spero ti violentino sti negri": Carola Rackete ricoperta di insulti mentre scende dalla nave

"Zingara, venduta, tossica, vattene in galera", si sente nel video pubblicato dalla pagina Facebook Lega Lampedusa e poi rimosso. Uno dei ragazzi che ha insultato la capitana: "Chiedo scusa, ero ubriaco"

"Spero che ti violentino questi negri, a quattro a quattro te lo devono infilare, ti piace il c...o nero". "Zingara, venduta, tossica, vattene in galera, ti devi vergognare. Le manette". Questi sono solo alcuni degli insulti diretti a Carola Rackete, la capitana della Sea Watch, che si potevano ascoltare in un video pubblicato dalla pagina Facebook Lega Lampedusa, poi rimosso. Prima, durante e dopo la discesa di Carola dalla nave, alcuni presenti hanno offeso lei e i migranti con insulti, urla, fischi e risate.

Insulti ai deputati del Pd - Nel mirino anche i deputati del Pd che sono saliti a bordo della nave: "Cogli...i, siete andati a Genova quando è caduto il ponte? Le mogli vi devono stuprare questi clandestini". E ancora: "Questa è la nave degli amici del Pd che non hanno mai pensato agli italiani". Il tutto farcito dallo slogan "Prima gli italiani" cantato in coro. 

"Chiedo scusa, ero ubriaco" - Una delle voci che si sentiva nel video è quella di un pizzaiolo lampedusano di 23 anni. "Ero ubriaco stanotte, chiedo scusa alla comandante Carola per averle rivolto quegli insulti sessisti. Mi dispiace ma ero arrabbiato perché due giorni prima dei tunisini avevano molestato la mia ragazza e ce l'avevo con loro. In ogni caso non sono leghista ma voto per il M5s", ha detto all'Adnkronos. "Mi rendo conto di avere esagerato ma avevo bevuto molti alcolici - dice - quando sono andato al molo dove c'era la nave. Le chiedo di nuovo scusa, spero che lei le possa accettare", ha aggiunto.

Le parole dell'ex vicesindaco di Lampedusa - Al momento dell'attracco dell'imbarcazione sul molo di Lampedusa si è consumato uno "scontro" tra opposte fazioni. Da una parte i sostenitori dell'Ong che hanno applaudito la scelta della comandante, dall'altra un gruppo di residenti, tra cui l'ex vicesindaco Angela Maraventano, che ha urlato e inveito contro i volontari dell'organizzazione. "E' una vergogna - ha urlato Maraventano - qui non si può venire a fare quello che si vuole, non venite nelle nostra isola se no succede il finimondo. Fate scendere i profughi e arrestateli tutti". All'ex vicesindaco ha risposto l'ex sindaco Giusi Nicolini: "Che vuoi tu, chi sei tu per decidere chi deve venire e chi no?".

Di Maio: "Rackete verrà processata, come è giusto che sia" - Sulla questione è intervenuto il vicepremier Luidi Di Maio, che su Facebook ha sottolineato che "Carola Rackete verrà processata, come è giusto che sia, perché ha violato la legge dello Stato italiano, rischiando di creare un danno anche ai nostri uomini e donne in uniforme. Detto questo trovo assurda l'escalation di insulti e di toni offensivi registrata nelle ultime ore. Non capisco l'esigenza di mettere in piedi questo circo mediatico, con alcuni giornali schierati da una parte e altri dall'altra. Uno Stato sovrano ha le leggi e le fa rispettare. Punto". 

Di Maio: "La rabbia va capita, ma non alimentata" - "C'e' della rabbia intorno a tutto questo e lo comprendo - ha quindi aggiunto il ministro del lavoro -. Chi rappresenta i cittadini questa rabbia deve sforzarsi di capirla, perché non può essere ignorata. Capirla non significa alimentarla, perché poi altrimenti la rabbia si trasforma in insulti violenti che colpiscono tutte le parti e che vanno sempre condannati".

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