NEGOZI IN ALLERTA

Scontri di piazza, Urbano (Assiv): "Noi vigilanti validi deterrenti contro la violenza”

A Tgcom24 la presidente dell’Associazione nazionale degli istituti di vigilanza spiega come e con quali competenze possono intervenire addetti alla sicurezza e guardie giurate in casi di emergenza

di Fabio Beretta
24 Ott 2026 - 08:15
Maria Cristina Urbano, presidente dell'Associazione nazionale degli istituti di vigilanza e servizi di sicurezza (Assiv © Tgcom24

Maria Cristina Urbano, presidente dell'Associazione nazionale degli istituti di vigilanza e servizi di sicurezza (Assiv © Tgcom24

Torna il weekend e, come una settimana fa, torna l’incubo legato ai disordini di piazza. Manifestazioni sfociate in vere e proprie rivolte urbane, in cui negozi ed esercizi commerciali sono stati letteralmente presi d’assalto da orde di giovanissimi. Negli occhi ci sono ancora le immagini degli scontri di Milano. Qui, a pagare un conto piuttosto salato, sono state le attività del centro, messe a ferro e fuoco tra furti e saccheggi di ogni genere. Tanto che Confcommercio ha stimato in 1 milione di euro i soli danni subiti dalle strutture, cui si sommano anche quelli dovuti ai mancati incassi.

Di fronte all'ondata di spaccate e disordini che hanno coinvolto anche gli addetti alla sicurezza privata, Tgcom24 ha intervistato Maria Cristina Urbano, presidente dell'Associazione nazionale degli istituti di vigilanza e servizi di sicurezza (Assiv) per chiarire quali sono i confini giuridici, le reali competenze delle guardie giurate, armate e non, e come si preparano le attività a nuovi ed eventuali raid annunciati per il weekend.

Quando si verificano disordini davanti alle attività commerciali, come accaduto nei giorni scorsi a Milano, si fa spesso molta confusione sulle funzioni della vigilanza privata. Qual è l'inquadramento giuridico di un addetto alla sicurezza?

È fondamentale premettere che la guardia giurata non ha funzioni di polizia statale. Non è un pubblico ufficiale né un incaricato di pubblico servizio e non gode della scriminante dell'uso legittimo delle armi garantita alle forze dell’ordine. L'arma che viene data in dotazione ha un'unica funzione: la legittima difesa.

Che rappresenta un confine ben delineato e preciso.

Certamente, esso non può essere valicato. In situazioni di rischio, l'obiettivo prioritario della guardia deve sempre essere quello di mettere sé e gli altri nelle condizioni di massima sicurezza tale da evitare di dover ricorrere alla legittima difesa.

Quali sono dunque i compiti operativi di un addetto alla sicurezza durante il servizio di vigilanza?

Il compito istituzionale della vigilanza privata è la tutela del bene e del patrimonio, come esercizi commerciali, merci, immobili e strutture. Di fronte a un'effrazione o a un tentativo di furto, la guardia deve chiamare le forze dell'ordine e rimanere in costante contatto con la propria centrale operativa di riferimento. Questo è proprio un obbligo per il vigilante. Poi, nel perimetro dei reati contro il patrimonio, ha comunque la facoltà di intervenire per interrompere l'azione criminosa e può bloccare i responsabili, ma unicamente per il tempo strettamente necessario a consegnarli alle autorità.

E per quanto riguarda la sicurezza e la tutela delle persone presenti sul posto, come clienti e dipendenti?

I compiti professionali non riguardano la prevenzione o la repressione dei reati contro la persona. Tuttavia, di fronte a un attacco grave e imminente, la guardia può e deve intervenire, alla stregua di un qualsiasi privato cittadino, nell'ambito del dovere civico e sempre nei limiti ristretti della legittima difesa.

Non tutti gli addetti, comunque, sono armati.

No, gli operatori alla sicurezza disarmati (come i doorman o gli addetti al controllo accessi) svolgono attività aziendali di controllo ingressi. Le guardie giurate armate, al contrario, sono professionisti sottoposti al regolamento di servizio approvato dal questore e alla vigilanza del ministero dell'Interno. In ogni caso, tutti gli operatori sono adeguatamente formati per agire anche in casi di emergenza.

In caso di disordini di piazza o raduni di masse violente, come può agire la vigilanza privata?

La vigilanza privata non è chiamata al contrasto fisico della folla, compito che spetta unicamente alle forze di pubblica sicurezza. Di fronte a masse o gruppi violenti, la guardia giurata deve comunque ricorrere tempestivamente a quei sistemi di difesa che tutelino il bene preso in consegna. Per esempio abbassare le saracinesche, attivare gli allarmi acustici e luminosi o azionare i fumogeni per mettere in sicurezza i locali. Tutti strumenti che possono garantire l’incolumità delle persone presenti in quel momento all’interno dell’esercizio commerciale.

Una differenza netta rispetto alla sicurezza pubblica.

Assolutamente. Anzi, ci tengo a sottolinearlo. La sicurezza privata non si sostituisce mai alle forze dell’ordine. Noi rappresentiamo un valido alleato in termini di presenza, controllo e deterrenza, chiamato a operare sempre con la massima consapevolezza dei propri limiti normativi.

Qual è la reale efficacia della guardia giurata nella prevenzione dei reati?

La vera forza della vigilanza privata sta nella presenza visibile sul territorio, nella capacità di fare deterrenza e nell'addestramento a intercettare i cosiddetti "segnali deboli" di pericolo che anticipano sempre degli eventi violenti. Inoltre, le centrali operative degli istituti di vigilanza sono collegate direttamente con la questura, garantendo una rete di comunicazione immediata con le forze dell'ordine. L’efficacia di un addetto alla sicurezza è proprio questa: parliamo di professionisti formati, che sanno come comportarsi e fanno parte di un’organizzazione più ampia.

La formazione resta di fondamentale importanza.

Un addetto alla sicurezza non può e non deve mai agire d’impeto, ma sempre con senso di responsabilità, anche nei momenti più concitati. E sempre nel pieno rispetto dei protocolli e del regolamento di servizio approvato dal questore.

A Milano, oppure in altre città, si stanno prendendo provvedimenti in termini di sicurezza privata in vista di nuove ondata di violenza?

Come associazione non abbiamo ricevuto richieste particolari, ma qualcuno sta provvedendo a chiedere un aumento della presenza di addetti alla sicurezza per mettere in campo un maggior controllo, oppure una mano per rinforzare le protezioni e le barriere fisiche dei negozi.

Molti commercianti, invece, stanno valutando la chiusura anticipata per evitare danni e devastazioni.

Di fronte al rischio di spaccate e distruzioni delle strutture, la chiusura anticipata potrebbe essere considerato per qualcuno il male minore per salvaguardare l'incolumità e la continuità aziendale.

Lei ha una lunga esperienza sul campo. In passato aveva visto episodi simili?

Diversi anni fa avevamo assistito ai disordini provocati dai black block, che però non avevano nulla a che vedere con quanto sta accadendo oggi. Ai tempi c’era una certa ideologia dietro alle loro rivolte; quella a cui abbiamo assistito settimana scorsa è invece una violenza feroce e gratuita, unicamente fine a se stessa. Che, oltretutto, si muove e si organizza attraverso canali sempre più digitali, rendendola più difficile da interpretare e intercettare. Ecco perché i sistemi di deterrenza, uniti al lavoro delle forze dell’ordine e dell’intelligence, possono dimostrarsi sempre più efficaci.

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