La procura di Roma avrebbe individuato i primi sospettati per il furto delle 80 fiale di fentanyl avvenuto lo scorso 4 luglio all'ospedale Israelitico di Roma: al momento, sul registro degli indagati, sono finiti due custodi del nosocomio.
Il furto del fentanyl
La sostanza oppioide, ritenuta cento volte più potente della morfina, era stata rubata dalla cassaforte dell'ospedale. Su di essa non erano stati rinvenuti segni di effrazione, motivo per cui il cerchio si era subito stretto intorno al personale che aveva accesso alla blindata. Del caso si occupano i carabinieri del Nas e del Nucleo investigativo, che per ora si concentrano sulla posizione di due addetti alla vigilanza.
Ipotesi mercato nero
Gli investigatori stanno indagando per accertare anche a chi fosse destinato il farmaco. Secondo l'ipotesi accusatoria, il colpo sarebbe stato eseguito su commissione e il farmaco potrebbe essere finito sul mercato nero, destinato a venditori abusivi di medicinali, studi estetici illegali e sale operatorie clandestine. Per il momento è escluso che il potente analgesico possa essere finito nelle mani di spacciatori.
Massimo riserbo
Dai primi accertamenti è emerso che oltre 40 fiale sarebbero state prelevate tra il 21 e il 22 giugno. Dalle 80 confezioni scomparse si potrebbero ricavare circa 16mila dosi. Sul fascicolo gli investigatori e i pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Mario D'Ovinola mantengono il massimo riserbo.
