Cos'è e come funziona la ricina, il veleno letale e senza antidoto: dalle armi di massa al Kgb fino a "Breaking Bad"
La morte di mamma e figlia a Campobasso, dopo i pranzi di Natale, sarebbe avvenuta a causa di questo veleno. Ma non è la prima volta che accade
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Un ingrediente immancabile nella cultura di massa e nelle serie tv "crime", da Breaking Bad a Csi fino a Law&Order. Un veleno potentissimo usato per uccidere dissidenti russi e studiato a lungo durante la Guerra fredda come possibile agente di armi biologiche di massa. La ricina si è ricavata spazio anche nelle cronache italiane, per esempio nel 2019 quando fu utilizzata da due giovani torinesi per tentare di uccidere due coetanei "rei" di essersi fidanzati con le ragazze dei quali i due erano innamorati. E ora, dopo mesi, tracce di ricina sono emerse nel sangue della 50enne Antonella Di Jelsi e della figlia 15enne Sara Di Vita, decedute a dicembre a Campobasso dopo i pranzi di Natale. In un caso che, per settimane, era stato bollato come una delle più classiche intossicazioni alimentari. Ma cos'è la ricina? E come funziona?
Cos'è la ricina
La ricina è una fitotossina, cioè una proteina tossica di origine vegetale. Viene estratta dai semi della pianta di ricino, una pianta ornamentale molto diffusa che cresce spontaneamente anche in climi mediterranei. Mentre i semi sono mortalmente velenosi, l'olio di ricino - usato come lassativo o nell'industria - non è tossico perché la ricina è idrosolubile e rimane nel materiale di scarto dopo la spremitura. Questo veleno ha però una particolarità: non lascia quasi traccia nel sangue delle vittime. E, al momento, non è noto un antidoto specifico approvato per l'uso umano.
Come funziona la ricina e perché è letale
A livello biochimico, la ricina è classificata come una proteina che disattiva i ribosomi, cioè quella parte della cellula che sintetizza proteine. L'attacco del veleno avviene in due fasi: prima si lega alla superficie cellulare "ingannando" la cellula e facendosi assorbire e poi, una volta dentro, attacca i ribosomi interrompendo la sintesi proteica. Senza proteine, le cellule non possono sopravvivere o replicarsi: questo porta alla morte cellulare e al collasso degli organi.
La pericolosità della ricina: dall'iniezione all'ingestione
La ricina è una sostanza altamente velenosa, ma la sua efficacia dipende anche da come entra in contatto con il corpo. La massima gravità si ha in caso di iniezione: la ricina porta infatti a una morte molto rapida per via del collasso del sistema circolatorio e degli organi. Se viene inalata, la pericolosità è molto alta perché il veleno causa difficoltà respiratoria, febbre ed edemi polmonari. Quando invece viene ingerita, la ricina causa per lo più vomito, diarrea emorragica, grave disidratazione e insufficienza renale. La morte si verifica in genere entro 3-5 giorni dall’esposizione iniziale.
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Acuni funzionari Usa in tute protettive si preparano ad entrare nell'edificio Russle Office Building, a Capitol Hill a Washington il 4 febbraio 2004. Due giorni prima era stata trovata ricina nell'ufficio postale del leader della maggioranza al Senato Bill Frist
La ricina, tra assassinii del Kgb e armi di massa
La ricina non è però solo uno strumento da Hollywood. Come ricorda Walter White, protagonista della serie Breaking Bad, "la ricina è un veleno potentissimo, letale anche in piccole dosi, ed è molto difficile da rilevare durante l'autopsia. Alla fine degli anni '70 la ricina fu utilizzata dal Kgb per assassinare un giornalista bulgaro. Modificarono la punta di un ombrello e gli iniettarono una piccolissima dose nella gamba. Stiamo parlando di un volume poco più grande della capocchia di uno spillo". Si tratta dell'omicidio del dissidente bulgaro Georgi Markov, ucciso a Londra nel 1978. Ma la ricina viene usata tuttora per minacce postali negli Stati Uniti, con lettere cosparse di veleno dirette a politici e persino a presidenti americani come Obama e Trump. L'efficacia di questo veleno a contatto con la pelle è però limitata. Già durante gli anni della Seconda guerra mondiale e della Guerra fredda, però, l'esercito americano e poi quello iracheno hanno tentato di sviluppare armi biologiche di massa, sfruttando la pericolosità della sostanza quando inalata o iniettata tramite proiettili. Fu però ritenuta molto meno efficace dei gas nervini.
