Primo Maggio, a Torino scontri con gli antagonisti | Meloni: "Risorse a chi rispetta i lavoratori, non a chi sottopaga e sfrutta"
La premier: "Il lavoro si difende con misure concrete non con la propaganda". La manifestazione dei sindacati a Marghera
Primo Maggio fatto di scontri e proteste, soprattutto a Torino, dove gli autonomi di Askatasuna, staccandosi al termine del corteo dal resto dei manifestanti, hanno cercato di forzare il cordone di forze dell'ordine a protezione della palazzina di corso Regina Margherita 47 - sgomberata lo scorso 18 dicembre, dopo trent'anni di occupazione - e ne sono nati dei disordini. "Centri sociali e poliziotti. Criminali e lavoratori. Buon Primo Maggio solo ai secondi", la reazione del leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini.
Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, lo definisce "clima di violenza e di attacco allo Stato che ha oltraggiato il Primo Maggio a Torino". "Tutto questo non ha nulla a che vedere con la Festa dei Lavoratori" le parole della la ministra per le Riforme istituzionali, Elisabetta Casellati, per l'accaduto. Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, parla poi di "episodi da condannare con estrema fermezza, che non hanno nulla a che vedere con lo spirito di un corteo di migliaia di persone che questa mattina sono scese in piazza per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori".
"Alla destra dico chiaramente: non azzardatevi a usare questi episodi isolati per oscurare la marea umana che oggi ha riempito le piazze d'Italia", il commento della parlamentare M5s ed ex sindaca del capoluogo piemontese, Chiara Appendino, che condanna le violenze. "Si metta subito a bando lo stabile sgombrato per impedire che i violenti di Askatasuna tentino nuovamente provocazioni" la richiesta della vice-capogruppo di FdI alla Camera, Augusta Montaruli.
"Entro una settimana il sindaco assegni l'immobile a realtà serie": è quanto chiede il senatore Roberto Rosso (FI). Gli autonomi davanti all'ex palazzina occupata hanno prima colpito a bastonate gli scudi delle forze dell'ordine e utilizzato degli spray, ricevendo in risposta una carica, con un idrante. I disordini sono continuati con lancio di bottiglie di vetro contro i reparti mobili, per tentare poi più volte di entrare nel giardino sul retro.
Aperto il cancello, i manifestanti si sono trovati di fronte gli agenti dei reparti mobili e il lancio di lacrimogeni. Dopo oltre un'ora è tornata la calma e sono ripartiti in corteo sul lungo Dora verso i giardini Pozzo, non lontano dal campus universitario Einaudi, per un pranzo per la festa dei lavoratori, organizzato dagli autonomi stessi. Un evento per cui nei giorni scorsi avevano chiesto il giardino dell'ex centro sociale, ma era arrivato il no della Prefettura.
