IL CASO

Pranzo al sacco, "Il divieto in spiaggia è illegittimo": ecco cosa dice la legge

Dopo il caso dei panini sotto l'ombrellone che ha fatto il giro del mondo fino al The Guardian, Massimiliano Dona dell'Unione Nazionale Consumatori chiarisce i diritti dei bagnanti

12 Lug 2026 - 09:49
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Panini, bottigliette d'acqua, snack e persino una borsa frigo possono essere portati in spiaggia anche negli stabilimenti balneari. A chiarirlo è Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, che interviene dopo le numerose polemiche esplose nelle ultime settimane sul divieto imposto da alcuni lidi ai propri clienti. Secondo Dona, molti stabilimenti continuano a vietare l'introduzione di cibo e bevande attraverso cartelli esposti all'ingresso o clausole inserite nei regolamenti e nelle condizioni contrattuali pubblicate online. Una pratica che, spiega, non trova alcun fondamento giuridico.

Il punto centrale riguarda proprio i limiti della concessione demaniale. Come spiega Dona all'adnkronos, il concessionario ha l'esclusiva esclusivamente sui servizi balneari messi a disposizione dei clienti, come ombrelloni, lettini e sdraio. Per questo motivo un bagnante non può presentarsi con attrezzature proprie occupando il posto destinato ai servizi dello stabilimento. Diverso è il discorso per alimenti e bevande. La gestione del lido non può estendere la propria esclusiva alla somministrazione del cibo, nemmeno se all'interno della struttura sono presenti un bar o un ristorante. Per questo motivo, sottolinea il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, vietare l'ingresso di panini, bibite o borse frigo è un comportamento illegittimo.

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Qual è l'unico limite previsto?

 Questo non significa che tutto sia consentito. Secondo Dona, il limite è rappresentato dal decoro e dal rispetto degli altri ospiti dello stabilimento. Consumare un panino, una bottiglietta d'acqua, una vaschetta di pasta o utilizzare una borsa frigo non costituisce alcun problema. Diverso sarebbe trasformare la spiaggia in un'area picnic, apparecchiando tavoli, organizzando grandi pranzi di famiglia o barbecue che possano arrecare disturbo agli altri bagnanti. In questi casi il gestore può intervenire per garantire il corretto utilizzo degli spazi comuni.

Il gestore può controllare la borsa?

 Un altro aspetto affrontato da Dona riguarda i controlli all'ingresso. Secondo il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, i gestori non possono chiedere ai clienti di aprire la borsa né tantomeno ispezionarne il contenuto. L'ispezione di effetti personali è una prerogativa riservata esclusivamente alle forze dell'ordine. Per questo motivo, spiega Dona, è importante che i consumatori conoscano i propri diritti. Nella maggior parte dei casi, osserva, è sufficiente spiegare che si sta portando con sé un semplice pranzo al sacco. Qualora dovessero sorgere contestazioni, il consumatore può documentare l'accaduto e, nei casi più gravi, rivolgersi alla Capitaneria di porto o alla polizia locale.

Dove si può consumare il pranzo al sacco

 Il gestore dello stabilimento, precisa ancora Dona, può eventualmente indicare un'area dedicata al consumo del cibo portato da casa, qualora sia presente. Se nello stabilimento non esiste uno spazio destinato a questo scopo, il cliente può consumare il proprio pranzo anche sotto l'ombrellone, senza che ciò costituisca una violazione delle regole.

Dal caso di Vieste al Guardian: la polemica fa il giro del mondo

 Il chiarimento arriva dopo la vicenda esplosa a Vieste, dove una madre è stata richiamata dal personale di uno stabilimento per aver portato dei panini preparati in casa ai figli. La storia ha rapidamente acceso il dibattito in tutta Italia ed è arrivata anche sulle pagine del quotidiano britannico The Guardian, che ha raccontato il fenomeno parlando della cosiddetta "polizia dei panini". Il giornale inglese ha raccolto le testimonianze di diversi bagnanti che contestano i divieti imposti da alcuni stabilimenti, evidenziando anche il crescente costo di una giornata al mare e il malcontento di molte famiglie.

Decaro: "Nessuno può impedirvi di mangiare il cibo portato da casa"

 Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro: "Nessuno può impedire ai cittadini di consumare in spiaggia il cibo preparato a casa". Il governatore ha ribadito che il mare è un bene comune e non deve diventare un lusso, alimentando un dibattito destinato a proseguire anche nelle prossime settimane, tra regolamenti degli stabilimenti, diritti dei consumatori e libertà di trascorrere una giornata in spiaggia senza ulteriori obblighi di spesa.

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