Pordenone, imprenditore tv ucciso in casa a sprangate
Il patron di TelePordenone colpito con un corpo contundente. Indagini nel massimo riserbo
© Carabinieri
È stato trovato senza vita nella sua casa di Pordenone. Mario Ruoso, storico patron di TelePordenone, è stato ucciso con violenza. A dare la notizia è stato il procuratore Pietro Montrone, uscendo dall’abitazione al termine del sopralluogo con la polizia scientifica. "Mario Ruoso è stato ucciso con un corpo contundente alla testa", ha dichiarato il magistrato. Secondo quanto riportato dall'Ansa, la vittima sarebbe stata presa a sprangate. La morte risalirebbe a qualche ora prima del ritrovamento.
Esame medico
La ricostruzione è passata attraverso l’ispezione del medico legale Antonello Cirnelli. L’esame è durato oltre tre ore. Solo al termine sono stati forniti agli investigatori i primi elementi utili a chiarire la dinamica dell’omicidio.
Massimo riserbo
Sull’indagine gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo. Da ambienti investigativi filtra un’espressione pesante: "c'è stata una mattanza". L’aggressore avrebbe colpito più volte l’imprenditore, infierendo con brutalità. Si cerca ora di ricostruire le ultime ore di vita della vittima e di individuare il responsabile.
L’episodio di luglio
Pochi mesi fa era stato vittima di un fatto inquietante. A luglio, nel suo autosalone Garage Venezia, era stata incendiata una Lamborghini Diablo, auto di grande valore che si trovava in esposizione. L’incendio era stato appiccato utilizzando documenti custoditi in faldoni nell’ufficio dell’imprenditore. Carte che, secondo quanto emerso, erano state raccolte in vista di una causa per il recupero di un credito milionario, stimato tra i sei e i sette milioni di euro.
Le parole
Dopo quell’episodio Ruoso aveva commentato al Gazzettino: "È un sistema mafioso a cui Pordenone non è abituata". L’ufficio era stato posto sotto sequestro e la Procura aveva aperto un’indagine. L’impianto di videosorveglianza, però, non risultava funzionante al momento del rogo.
