nel 2024

Padova, si scattò un selfie dopo aver ucciso il vicino: condannato all'ergastolo

La sentenza della Corte d'Assise di Padova. Riconosciuta l'aggravante dei futili motivi: dovrà risarcire quasi 250mila euro alla parte civile

04 Mar 2026 - 17:09
 © Ansa

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È stato condannato all'ergastolo Giacomo Friso, il 35enne accusato di aver ucciso con quattro coltellate l'amico d'infanzia e vicino di casa Michael Boschetto il 27 aprile 2024 a Villafranca Padovana. Lo ha deciso la Corte d'Assise di Padova al termine del processo di primo grado, accogliendo la richiesta del pm Benedetto Roberti. Subito dopo aver ucciso l'amico al culmine di una violenta lite, Friso avrebbe preso il suo cellulare e lo avrebbe usato per scattarsi un selfie. A Friso è stata riconosciuta l'aggravante dei futili motivi, mentre è esclusa quella della premeditazione. A quanto stabilito dalla Corte presieduta dalla giudice Domenica Gambardella, il 35enne è stato anche condannato al risarcimento dei danni a favore della parte civile, da liquidarsi in via definitiva in 242mila euro.

La vicenda

Il padre del 32enne, era riuscito a sbloccare l'iPhone del figlio quasi un anno dopo la sua morte, quando i carabinieri glielo restituirono. Fu in quel momento che l'uomo fece la macabra scoperta: tra le immagini aveva trovato un selfie del presunto assassino, Giacomo Friso, all'epoca a giudizio per quell'omicidio. Dopo aver sferrato quattro coltellate a Boschetto, a Villafranca Padovana, Friso gli aveva quindi rubato il cellulare dalla tasca e non avrebbe resistito a scattarsi una foto con il suo dispositivo. Il frame, che riprende il volto e il luogo del delitto, era stato aggiunto agli atti. 

 Il delitto avvenne il 27 aprile 2024, verso le 4:30 del mattino. Quella notte tra Friso, noto in paese per i problemi di tossicodipendenza, e Boschetto c'era stato un violento litigio: il 35enne si era presentato alla porta di casa del conoscente bussando forte, con i pugni. Boschetto era uscito e l'aveva affrontato, colpendolo. Poi, mentre il secondo tornava verso la sua abitazione, ferito, era rimasto all'esterno accendendosi una sigaretta. Momento che gli è stato fatale: Friso era tornato sui propri passi, armato di coltello, e aveva aggredito il giovane con quattro fendenti, uccidendolo. Con Boschetto restava a terra nel sangue Friso aveva tentato la fuga, ma era stato fermato poco dopo da un ispettore di polizia che abita in zona: l'uomo non era in servizio, ma era stato svegliato dal trambusto.

Due giorni dopo la lite, durante il primo interrogatorio, Friso aveva confessato: "In quell’occasione l'imputato – spiega il pm Roberti – aveva affermato di aver incrociato Michael Boschetto davanti al vialetto di casa e che lui senza dire nulla gli aveva tirato tre pugni facendolo anche cadere a terra. Aveva quindi ammesso che aveva consumato alcol e cocaina aggiungendo che, una volta rialzatosi, avrebbe raccolto dal vialetto un coltello da cucina di sua proprietà e di averlo colpito con un fendente rivelatosi poi letale". Secondo il medico legale che si è occupato del caso, Boschetto avrebbe avuto una morte violentissima, con colpi sferrati in punti vitali

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