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Poliziotti uccisi a Trieste, la cognata: "Alejandro era già stato ricoverato in Germania"

Le interviste de “Le Iene” alla famiglia dell'assassino: “Abbiamo mostrato ai poliziotti i farmaci che prendeva”

“Noi lo abbiamo portato la notte e siamo andati la mattina a parlare perché lo ricoverassero, mi sento in colpa anche io perché ho detto a Charlie ‘dobbiamo andare dai carabinieri, non possiamo avere noi un problema’”. Sono le parole pronunciate telefonicamente a “Le Iene” da parte della moglie di Charlie, il fratello dell’uomo che ha sparato ai due poliziotti nella questura di Trieste, uccidendoli.

 

Le vittime sono gli agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, morti per mano di Alejandro Augusto Stephan Meran. La famiglia dell’uomo, che si trovava in questura insieme al fratello Charlie ma che non sarebbe considerato complice per l’accaduto, ha da subito parlato dei problemi mentali del killer.


“Aveva già avuto problemi in Germania. Lui ha rovinato tutte le famiglie”, spiega ancora la donna al telefono a “Le Iene”, riferendosi a episodi risalenti a quando il ragazzo si trovava in un altro Paese. Questioni confermate anche da altri famigliari in un’altra telefonata: un’amica di famiglia parla di “cartelle cliniche e ricoveri in un ospedale di igiene mentale” in Germania.

 

“In Italia hanno risposto che finché non faceva male a qualcuno o non si faceva male non si poteva ricoverare. Ha fatto vedere i farmaci, le ricette alla polizia”, aggiunge ancora la donna. Secondo i racconti della famiglia Alejandro soffrirebbe di schizofrenia.