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Massa, uno dei tre fermati per il pestaggio: "Bongiorni ha dato una testata al mio amico"

Il racconto di uno degli arrestati cambia la dinamica dello scontro finito in tragedia davanti al figlio della vittima

15 Apr 2026 - 15:10
 © Ansa

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Emergono nuovi dettagli sul pestaggio costato la vita a Giacomo Bongiorni, ucciso a Massa nella serata dell'11 aprile. A fornirli è Eduard Carutasu, uno dei due maggiorenni finiti in carcere, durante l'interrogatorio davanti al Gip. Una ricostruzione che potrebbe incidere sul quadro delle responsabilità. Secondo il racconto, tutto sarebbe partito da un episodio banale. Dopo che i ragazzi hanno raccolto dei vetri di una bottiglia sarebbe nata una discussione tra il gruppo di giovani e la vittima. Una tensione che, almeno inizialmente, sembrava essersi esaurita. La situazione però sarebbe degenerata poco dopo. Bongiorni infatti sarebbe tornato indietro e avrebbe "assestato una testata a uno", mentre il cognato "si è fatto sotto". 

Aggressione doppia

 A quel punto, secondo quanto affermato dall'avvocato difensore Frediani, "Carutasu e un altro sono andati incontro al cognato e lo hanno bloccato e colpito". In parallelo, l’altro fronte del pestaggio continuava. Perché il ragazzo che avrebbe ricevuto la testata ha reagito e colpito con pugni Bongiorni. Una dinamica caotica, con più persone coinvolte e colpi scambiati in pochi istanti. Gli inquirenti stanno valutando la versione fornita dall’indagato confrontandola con testimonianze. 

Il resoconto del legale di Carutasu

 "Ho visto dalle tv che la vetrata del kebab è infranta in un punto, ma è da mesi che è infranta", dunque "non è vero che stavano lanciando le bottiglie" ha detto il difensore dell'imputato. La scintilla sarebbe stata accidentale. "Da una cosa fortuita. Mentre scherzavano a due di questi giovani è caduta una bottiglia a terra e gli è stato detto giustamente di raccogliere i vetri. I ragazzi hanno raccolto tutti i vetri. La cosa sembrava finita lì, dagli atti risulta che era finita lì". Poi lo scontro. "Il mio assistito ha partecipato alla fase che riguarda il cognato" ha dichiarato il legale.

Il ministro dell'Interno

 "Il tragico episodio di Massa Carrara, i cui autori sono stati prontamente assicurati alla giustizia, e per il quale desidero esprimere la mia vicinanza personale e del governo ai familiari di Giacomo Bongiorni, è una vicenda che impone una seria riflessione sulla crescente violenza giovanile, che affonda le radici evidentemente in dinamiche familiari e sociali su cui è doveroso interrogarsi". Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel question time alla Camera. "Il Governo ha posto la massima attenzione a questi temi", sottolinea Piantedosi. 

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