Pescara, coppia ottantenne sloggiata dall'ombrellone dopo 46 anni: "Vogliono solo giovani che spendono al bar"
Dopo le critiche social e della politica, i gestori hanno provato a offrire loro un posto in quarta fila. La coppia ha rifiutato: "Non voglio più vederli"
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"Vi auguriamo il meglio per la prossima stagione". Erano 46 anni che Luigi e Rosaria, 86 e 82 anni, andavano sempre allo stesso lido, a Pescara. E ora che il sole inizia a farsi più caldo ed è già il momento della corsa agli ombrelloni per l'estate, niente avrebbe mai fatto immaginare loro che gli avrebbero sfilato i lettini da sotto la schiena con un messaggio WhatsApp. "Stiamo riorganizzando i nostri spazi e non possiamo confermare la vostra assegnazione", è stata la icastica spiegazione dei nuovi titolari, che hanno acquisito l'attività due anni fa. Ma la verità, come ha spiegato Luigi al Il centro, è diversa: "Preferiscono i giovani che spendono al bar e al ristorante".
La "palma" della coppia e la nuova filosofia dei titolari
"Non è una questione anagrafica, ma una questione di approccio", si è giustificato il titolare. "Stiamo orientando la struttura verso una clientela più dinamica, che viva lo stabilimento in modo completo, seguendo modelli di fruizione diversi rispetto al passato". Tradotto, appunto, gente che consumi di più al bar generando incassi più alti. Una strategia di marketing che ha calpestato completamente anni e anni di fedeltà, che prima dell'arrivo della nuova gestione era stata premiata con sconti e con la conquista - da parte di Luigi e Rosaria - della preziosissima palma in prima fila, quasi sulla battigia: "Costa 4mila euro, e noi abbiamo sempre pagato in anticipo", ha puntualizzato l'86enne ex segretario comunale.
Le critiche ai gestori e il mezzo passo indietro: "Non li voglio più vedere"
Di fronte alle proteste della anziana coppia, i gestori hanno avanzato una proposta: "Ci hanno detto che forse c’era una terza fila, ma prima dovevano aspettare la risposta di un altro cliente". Poi il silenzio, tanto da far sentire Luigi "maltrattato e umiliato". La storia si è fatta largo nei social media fino ad arrivare alla politica e persino al segretario regionale dei balneatori, Riccardo Padovano, che ha criticato la posizione dei gestori: "Hanno peccato un po’ di ingenuità. Potevano recuperare, perché il cliente ha sempre ragione". Un passo indietro da parte dei titolari c'è stato, ma solo a metà: "Abbiamo contattato i signori per comunicargli la disponibilità di una quarta fila, ma loro non hanno accettato". Luigi, ancora una volta, dice la sua versione della storia: "È stata una pezza peggiore del buco. Avremmo accettato qualunque sistemazione, ma non possiamo essere trattati in questo modo. Non li voglio più vedere".
