Paura in stazione

Padova, fermato con un coltello alla stazione urla "Allah Akbar" e ferisce un agente: arrestato 27enne

Il giovane gambiano era stato segnalato da alcuni passanti. Nella fedina penale già quattro arresti per vari reati

02 Set 2026 - 12:03
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Alcuni cittadini lo hanno notato mentre girovagava nel piazzale della stazione ferroviaria di Padova con un grosso coltello da cucina in mano e hanno lanciato l'allarme. Quando la polizia lo ha fermato per l'identificazione, il 27enne ha reagito brandendo l'arma e urlando "Allah Akbar". Gli agenti gli hanno intimato di gettare a terra la lunga lama. Il giovane, un cittadino gambiano richiedente asilo, ha invece cercato di divincolarsi durante il tentativo di bloccarlo. Un poliziotto è rimasto ferito. L'arma sequestrata misura complessivamente 27 centimetri, 15 dei quali di lama. Il 27enne è stato arrestato.

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Arrestato quattro volte

 Dagli accertamenti in questura sono emersi numerosi precedenti. Arrivato in Italia a Pozzallo (in Sicilia) nel marzo 2016 come minore non accompagnato, due mesi dopo era stato arrestato a Enna, insieme ad altri due stranieri, per sequestro di persona a scopo di estorsione. All'epoca aveva rinchiuso sette dipendenti di un centro di accoglienza all'interno di un ufficio, bloccando gli accessi alla struttura. Dopo la convalida dell'arresto era stato trasferito in un carcere minorile. Nel 2017 era stato denunciato, sempre a Enna, per tentata violenza sessuale nei confronti di un'operatrice sociale della comunità nella quale era ospitato. Nel maggio 2022 era stato arrestato a Portogruaro per droga, mentre nel 2023 era finito in carcere per spaccio in 140 episodi, ricevendo una condanna a tre anni. Scarcerato nel 2025, era stata avviata nei suoi confronti la procedura di espulsione. Dal 21 agosto 2026 si trovava sottoposto, su disposizione del Tribunale di Trieste, al regime della messa alla prova. 

L'inammissibilità della richiesta d'asilo

 Il 27enne aveva presentato richiesta di asilo politico. Nel febbraio 2026 la Commissione territoriale di Trieste aveva adottato un decreto di inammissibilità. L'uomo aveva quindi presentato ricorso e, nell'aprile successivo, il Tribunale aveva sospeso il provvedimento impugnato. Dopo l'episodio di Padova, il questore Marco Odorisio ha avviato le procedure per il successivo accompagnamento coattivo del 27enne in un Centro di permanenza per il rimpatrio.

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