Omicidio Emanuela Massicci

Ascoli, torturò per giorni e uccise di botte la moglie: ergastolo per Massimo Malavolta

La sentenza della Corte d'Assise di Macerata sull'omicidio di Emanuela Massicci. L'uomo era stato condannato anni prima per molestie su un'altra donna

09 Lug 2026 - 14:52
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È stato condannato all'ergastolo con tre mesi di isolamento diurno Massimo Malavolta, il 50enne che ha torturato per giorni e ucciso di botte la moglie 45enne Emanuela Massicci il 19 dicembre 2024. Il delitto è avvenuto nella loro casa di Ripaberarda, frazione di Castignano in provincia di Ascolti Piceno. L'uomo aveva subito dopo tentato il suicidio tagliandosi i polsi. Nell'abitazione al momento del femminicidio c'erano anche i due figli della coppia di 8 e 10 anni, che però non hanno assistito alla scena.

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Il reato di omicidio pluriaggravato e la moglie "in minorata difesa"

 La Corte d'Assise di Macerata ha dunque accolto la richiesta della procura di Ascolti, che all'uomo contestava l'omicidio pluriaggravato quale conseguenza cercata e voluta di maltrattamenti, lesioni e torture. Secondo gli inquirenti e i giudici, l'omicidio è aggravato dall'essere stato commesso contro la moglie, con crudeltà, per futili motivi e perché si è concretizzato al culmine di maltrattamenti ai danni della donna. La 45enne, essendo stata torturata nei giorni precedenti, è stata giudicata "in minorata difesa", costituendo una ulteriore aggravante.

L'allarme di Malavolta e il rinvenimento del corpo

 Era stato lo stesso Massimo Malavolta, titolare con la moglie di un'osteria al piano terra della palazzina dove abitavano, a dare l'allarme ai suoi familiari spiegando che "la moglie non respirava, non stava bene". Questi hanno poi chiamato il 112. Il cadavere della donna è stato trovato all'alba, intorno alle 5.30 del 19 dicembre, dopo che i pompieri hanno forzato la porta della camera da letto. La donna presentava diverse tumefazioni al volto e in varie altre parti del corpo. Accanto a lei l'uomo, con i polsi sanguinanti e una lama ancora in pugno. 

L'uomo condannato per lesioni aggravate nel 2015 a un'altra donna

 L'uomo era stato sottoposto, nel giugno 2015, alla misura cautelare degli arresti domiciliari per lesioni aggravate e atti persecutori nei confronti di un'altra donna. Nel gennaio 2016, mentre si trovava ancora agli arresti domiciliari, era stato condannato dal tribunale di Ascoli Piceno a 2 anni di reclusione. La sentenza era stata poi riformata dalla Corte di Appello di Ancona che aveva emesso una condanna per molestia di 6 mesi e 20 giorni di reclusione con pena sospesa. Condanna diventata definitiva nel giugno 2018.

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