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Uccise il cugino con un bombolone alla crema, confermati i domiciliari | "Lo amavo come un fratello" | Una nipote lo difende: "Ha dedicato la vita alla famiglia"

Rigettata dal gip la richiesta dell'avvocato di libertà od obbligo di firma

31 Ott 2026 - 09:12
 © istockphoto

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Davanti al gip, Elico Fantuzzi ha scelto di non rispondere alle domande ma di rilasciare dichiarazioni spontanee. È accusato di aver ucciso il cugino del quale era tutore legale, ma non si tratta di un efferato omicidio: l'arma del delitto, infatti, è un bombolone alla crema. 

Alfredo, così si chiama il cugino 74enne, era in cura all'interno di una casa di riposo: Elico è il suo tutore legale dal 2009 e sarebbe stato sempre a conoscenza dei suoi problemi. Era infatti schizofrenico e incapace di deglutire. Seguiva una dieta ferrea: solo liquidi, vietati assolutamente i cibi solidi. D'altronde la tentazione del dolce può venire a qualsiasi età, in qualsiasi condizione. Non puoi lasciarti sfuggire un bombolone alla crema dopo anni di frullati. Una leggerezza, dice il 76enne al gip: l'errore di lasciare il dolce vicino al cugino - nonostante fosse a conoscenza della sua disfagia - e di allontanarsi per parlare con gli infermieri dell'ospizio. Non sarebbe stata una mossa intenzionale e anzi: "Volevo bene ad Alfredo, per me era come un fratello" dice Fantuzzi.

L'avvocato difensore ha sostenuto o la libertà per l’incensurato o in subordine l’obbligo di firma, avanzando un desiderio espresso dall’interessato: il permesso di poter vedere i figli e i nipoti. Nonostante ciò, anche il gip ha deciso di confermare gli arresti domiciliari, rigettando la richiesta dell'avvocato. Fantuzzi, quindi, potrà comunicare solo con la moglie, l'avvocato e i medici. 

Il movente dell'omicidio, secondo gli inquirenti, sarebbe il patrimonio mobiliare superiore a 300mila euro di Alfredo, di cui Elico è coerede. Secondo l'accusa, inoltre, Fantuzzi aveva già portato altre volte cibo solido al cugino, salvo poi essere redarguito dal personale. Ma in quest'occasione li avrebbe distratti di proposito per sviare qualsiasi sospetto. Tuttavia, c'è chi prende le sue difese.

Sulle pagine della Gazzetta di Reggio interviene una delle nipoti: "Conosco molto bene quello che viene definito omicida. Se ha portato un bombolone, lo ha fatto per gentilezza: un gesto carino tipico di mio zio, che ha sempre un’attenzione particolare per tutti gli anziani parenti". Secondo quanto dice la cinquantenne, che preferito parlare in anonimo, Alfredo non è l'unico parente anziano o non autosufficiente che Fantuzzi seguiva: figurano diversi parenti rimasti soli e vedove in difficoltà. "È una persona estremamente corretta, seria, brava e capace. Ha dedicato l’intera esistenza al lavoro e alla famiglia. Sono certa che non farebbe male a nessuno" ha proseguito la nipote. "Elico non è capace di commettere ciò di cui è accusato, sono pronta a giurarlo su mia figlia. A mio avviso è andata diversamente: qualcun altro ha voluto tutelarsi e coprire un proprio errore" ha poi concluso.