L'annuncio di lavoro su Facebook

"Cerco cuochi, no comunisti né gay": condannato per discriminazione lo chef Paolo Cappuccio

Il cuoco è stato ritenuto colpevole per discriminazione. Lo scorso luglio in un annuncio di lavoro su Facebook affermava: "Esclusi comunisti/fancazzisti"

28 Apr 2026 - 17:25
 © Dal Web

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"Sono esclusi comunisti/fancazzisti. Master chef del c*** e affini. Persone con problematiche di orientamento sessuale". È stato condannato per discriminazione lo chef Paolo Cappuccio, che lo scorso luglio aveva postato su Facebook un annuncio di lavoro che aveva sollevato un polverone di critiche perché omofobo. Il cuoco, in alcune interviste successive, aveva ribadito chiaramente la sua posizione e i prerequisiti per entrare a far parte della sua "brigata" nella cucina di un importante hotel in Val di Fassa. Cappuccio dovrà risarcire la Cgil del Trentino con la cifra di 6mila euro, oltre che pagare le spese legali e pubblicare la sentenza su un quotidiano nazionale.

Il post incriminato e le interviste successive

 Era inizio luglio 2025 quando un post su Facebook dello chef Paolo Cappuccio era diventato virale. "Seleziono chef con brigata per hotel 4 stelle in Trentino. Da dicembre a fine marzo", si leggeva. "Evitate di farmi perdere tempo. Sono esclusi comunisti /fancazzisti. Master chef del c*** ed affini. Persone con problematiche di alcol, droghe e di orientamento sessuale. Quindi se eventualmente resta qualche soggetto più o meno normale... Persone referenziate se rimangono ben volentieri". Nei giorni successivi, in diretta su programmi radiofonici e su quotidiani di respiro nazionale, aveva precisato di non volersi riferire agli omosessuali ma alle persone "attratte dai minori". Aveva però detto che "atteggiamenti eccessivamente effeminati guastano l’ordine della brigata". E, oltre ad aver confessato di essersi tatuato la svastica e Benito Mussolini, aveva confermato la sua visione dei comunisti: "Hanno sempre bisogno di qualcosa in più che gli altri non hanno, fanno i comizi, chiedono quante ore facciamo, la domenica vogliono essere pagati il doppio".

Il precedente post del 2020

 Quella di luglio 2025 non è la prima uscita discutibile di Paolo Cappuccio. Il 15 giugno 2020, lo chef aveva pubblicato un altro annuncio di lavoro su Facebook, rivolto a chi cercava impiego in un hotel 4 stelle a Caorle. Anche in quel caso, il testo aveva suscitato indignazione online. Cappuccio escludeva esplicitamente "vagabondi senza fissa dimora", "gente con problemi", "alcolizzati", "drogati e affini". Poi con un tono ironico aggiungeva: "Mi scuso se non ho citato qualche altra forma di disagiati. Buona continuazione". 

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