il caso

Napoli, la denuncia di una famiglia: "Bimbo autistico picchiato a scuola" | In un audio le presunte violenze

I genitori del piccolo, insospettiti dal fatto che il bambino tornava a casa con ecchimosi e continui sbalzi d'umore, hanno applicato un piccolo registratore sui suoi vestiti. Indagini in corso

03 Set 2026 - 12:49
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Tornava da scuola con continui segni ed ecchimosi sul corpo e così i genitori hanno deciso di presentare denuncia. Vittima un bambino di nove anni affetto da autismo grave e non verbale che frequenta un istituto scolastico di Napoli. A portare alla luce l'episodio, l'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, e l'europarlamentare di Avs, Francesco Emilio Borrelli.

I sospetti dei genitori

 Allarmati dai segni e anche dai continui sbalzi di umore e dalle crisi d'ansia del bimbo, i genitori si sono, in un primo momento, rivolti al personale scolastico che avrebbe riferito, secondo quanto riferito da Petruzzi e Borrelli, che "i lividi erano frutto di atti di autolesionismo, ma non convinta da questa risposta, la famiglia ha deciso di applicare un piccolo registratore cucito negli abiti del bimbo per scoprire la verità".

Il registratore

  Lo strumento,  si evidenzia in una nota diffusa dal legale e dall'europarlamentare, ha reso possibile scoprire che un operatore di supporto al sostegno si sarebbe rivolto al bimbo con toni aggressivi e minacce. Inoltre, secondo quanto reso noto da Petruzzi e Borelli  i rumori in sottofondo sarebbero "riconducibili a percosse" alle quali sarebbe seguito il "pianto del bambino".

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La denuncia

 Da qui la decisione dei familiari di rivolgersi ai carabinieri della stazione di Marianella, ipotizzando gravi maltrattamenti ed escussioni fisiche ai danni del piccolo all'interno della struttura scolastica. Le registrazioni audio, i referti medici del pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Santobono di Napoli che attesterebbero lesioni eritematose, escoriazioni al collo e contusioni alle braccia con diagnosi di "maltrattamento di minore", sono stati consegnati agli inquirenti.

"Ciò che emerge dai file è di una gravità inaudita, afferma l'avvocato Petruzzi, il nostro obiettivo è garantire che vengano accertate tutte le responsabilità, sia dirette che per omessa vigilanza, a tutela del piccolo e per evitare che episodi di tale violenza possano ripetersi ai danni di altri alunni vulnerabili".

"I responsabili siano sospesi"

 Un fatto rispetto al quale l'esponente di Avs, Borelli, chiede all'ufficio scolastico regionale e alle autorità competenti "di intervenire ad horas: i responsabili devono essere immediatamente sospesi da ogni incarico e allontanati dal contatto con i minori. Se quanto emerge dalle registrazioni e dai referti medici sarà confermato, ci troveremmo dinanzi a condotte ignobili"

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