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Monza, mamma minaccia l'amica della figlia ventenne: "Le hai rubato il fidanzato, pagherete entrambi"

La donna, 50 anni, aveva anche postato sui social la foto di una pistola per intimorire la nuova coppia

Tgcom24

Una madre di Monza è stata condannata a sei mesi di reclusione per stalking nei confronti di una ragazza, ex amica della figlia ventenne, alla quale la "rivale" avrebbe "rubato il fidanzato".

I rapporti tra le due ragazze si erano incrinati da qualche tempo perché entrambe innamorate dello stesso ruomo e alla fine l'amica avrebbe avuto la meglio. La giovane, delusa, si è rifugiata tra le braccia della madre "che invece di consolarla e invitarla a lavorare sulla propria autostima" - come ha detto il Pm durante il processo - avrebbe iniziato a prendere di mira la nuova coppia con minacce, pedinamenti e offese sui social.

 


Le minacce sui social e la pistola -

«Non avrò pace finché mia figlia non sarà ripagata di tutto il dolore che le avete provocato. Dovete stare attenti voi due, avete finito di stare tranquilli. Non smetterò finché non li vedrò soffrire il doppio entrambi. Tanto prima o poi dovrai attraversare mentre guido io" - così scriveva la donna sui social, come riporta il quotidiano milanese Il Giorno.


 


I messaggi di odio sarebbero proseguiti per mesi quando su Facebook la donna ha postato la foto di una pistola con un commento: «Se per difendere la mia vita e quella dei miei cari devo usarla, lo faccio senza problemi». La ragazza minacciata sostiene inoltre di aver subito più volte pedinamenti dalla 50enne, che sarebbe andata in giro per il paese brianzolo in cui vive a chiedere informazioni sul suo conto. 


 


Ha sostenuto poi di aver dovuto fare ricorso alla terapia psicologica

, a causa del timore costante provato per la propria incolumità e dei

disturbi dell’alimentazione

nati da questa situazione. Mangiava di continuo, non sapeva come gestire il cibo, ha ribadito la ragazza in udienza.


 


Il processo - 

La ragazza si era rivolta ai carabinieri di Lissone, allegando i messaggi, le testimonianze del fidanzato e di altri amici e addirittura il video di un

inseguimento in auto

. Si è poi costituita parte civile al processo per atti persecutori chiedendo un risarcimento di 40mila euro. La procura aveva chiesto 8 mesi di carcere. 


 


"La madre ha agito per senso di protezione nei confronti della figlia - ha concluso il Pm - ma tutta l’energia andava incanalata non facendo stalking nei confronti della rivale, ma sul fronte dell’autostima della sua stessa figlia. Invece neanche la diffida l’ha frenata". 


 


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