Milano, lega e imbavaglia l'anziano papà che poi muore soffocato: "Disturbava i vicini"
Per evitare che l'uomo urlasse la figlia gli aveva messo in bocca alcuni batuffoli di cotone e gli aveva poi sigillato le labbra con del nastro adesivo
© Carabinieri
Batuffoli di cotone in bocca, nastro adesivo sulle labbra e cinghie per legare gambe e braccia al letto. Poi la telefonata di una donna ai soccorsi: "Venite subito, forse ho ucciso mio padre". È morto così un 87enne residente in uno stabile di via don Calabria, zona Cimiano, nel Milanese. La figlia dell'uomo, per sua stessa ammissione secondo quanto riportato da Il Giorno, ha confessato di aver provato a contenere le crisi continue e le urla del padre, affetto da una grave demenza vascolare che gli provocava rilevanti alterazioni comportamentali. Il pm di turno, Guido Schininà, ha disposto per la donna l'arresto per omicidio aggravato dal vincolo di parentela e il trasferimento a San Vittore in attesa dell'udienza di convalida davanti al gip.
Gli abusi andavano avanti da un mese
La donna, una 56enne, ha ammesso di aver legato con delle cinghie gambe e braccia del papà al letto, di avergli messo dei batuffoli di cotone in bocca e del nastro adesivo sulle labbra per disinnescare le crisi continue di cui l'87enne soffriva. Le urla erano provocate da una grave demenza vascolare, una forma di deterioramento cognitivo causato dallo scarso afflusso di sangue al cervello, che causa rilevanti alterazioni comportamentali. Secondo quanto dichiarato dalla 56enne, il modus operandi di "contenimento" delle crisi del papà andava avanti da un mese. Domenica la donna ha fatto lo stesso e si è poi spostata in un'altra stanza per sbrigare alcune faccende domestiche. Al suo ritorno nella camera da letto del papà la donna lo ha subito slegato e gli ha sfilato il "tappo" dalla gola, ma ormai per il pensionato non c'era più nulla da fare: è morto soffocato.
La figlia accusata di omicidio aggravato
Resasi conto di quanto successo, la donna ha subito chiamato i soccorsi: "Venite subito, forse ho ucciso mio padre". La telefonata, drammatica, ha subito innescato l'intervento dei sanitari e dei carabinieri del nucleo radiomobile e della compagnia Monforte che sono giunti presso l'edificio di via don Calabria. I soccorritori non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'anziano mentre i militari dell'arma hanno provveduto a portare la 56enne in caserma dove è stata sentita dal pm di turno, Guido Schininà. Quest'ultimo, a valle dell'interrogatorio, ha disposto per la donna l'arresto per omicidio aggravato dal vincolo di parentela e il trasferimento a San Vittore in attesa dell'udienza di convalida davanti al gip.
Disposta l'autopsia sul corpo dell'anziano
Nell’appartamento dell'87enne sono arrivati anche il medico legale e le tute bianche della sezione investigazioni scientifiche di via Moscova. Il magistrato ha disposto l’autopsia sul cadavere dell'uomo al fine di ricostruire con esattezza le cause della morte. La 56enne ha assicurato che non era sua intenzione uccidere il padre ma che voleva solo evitare che i suoi lamenti disturbassero i vicini di casa, con i quali c’erano state alcune discussioni.
