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Migranti, i tre salvati dalla Marina al largo della Libia: "A bordo eravamo 120"

Salvini: "Tornano in mare davanti alla Libia le navi delle Ong, gli scafisti ricominciano i loro sporchi traffici, le persone tornano a morire"

Nuova strage di migranti nel Mediterraneo: in poche giorni sono oltre 170 le vittime di due naufragi. In una prima nave colata a picco venerdì 18, al largo delle coste di Tripoli, c'erano 120 persone. Il numero dei rifugiati a bordo è stato ipotizzato grazie alla testimonianza di tre superstiti, tratti in salvo dalla Marina italiana. I dispersi sarebbero 117 di cui 10 donne e 2 bambini. Unhcr: "Altro naufragio nei giorni scorsi, almeno 53 morti".

Come riferisce il portavoce dell'Oim, Flavio Di Giacomo, "i tre sopravvissuti arrivati a Lampedusa ci hanno detto che erano in 120. Dopo 11 ore di navigazione hanno imbarcato acqua e hanno cominciato ad affondare e le persone ad affogare. Sono rimasti diverse ore in acqua. Tra i dispersi, al momento 117, ci sono 10 donne, di cui una incinta, e due bambini, di cui uno di due mesi".

Sopravvissuti: "Meglio morire che tornare in Libia" - Sotto shock, in ipotermia e traumatizzati, i superstiti sono stati accolti a Lampedusa. "Meglio morire che tornare in Libia", hanno raccontato, riferendo delle "violenze e gli abusi" cui sono stati sottoposti in Libia. "Siamo rimasti tre ore in mare, sperando che qualcuno si accorgesse di noi", hanno detto ai soccorritori.

Unhcr: "Altro naufragio nei giorni scorsi, 53 morti" - Secondo quanto riferito dall'Unhcr, che cita le notizie diffuse da una Ong, un altro naufragio con 53 morti è avvenuto nei giorni scorsi nel Mare di Alborán, nel Mediterraneo occidentale. "E' stato riferito che un sopravvissuto - afferma l'Unhcr - dopo essere rimasto in balia delle onde per oltre 24 ore, è stato soccorso da un peschereccio e sta ricevendo cure mediche in Marocco. Per diversi giorni navi di soccorso marocchine e spagnole hanno effettuato le operazioni di ricerca dell'imbarcazione e dei sopravvissuti, senza risultati".

Cordoglio anche da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in una nota ha espresso "profondo dolore per la tragedia che si è consumata nel Mediterraneo con la morte di oltre cento persone, tra donne, uomini, bambini".

Conte: "Dopo premier sarò avvocato contro trafficanti" - "Sono crimini contro l'umanità", ha proseguito il premier, spiegando che, una volta "smesso questo mio mandato di servizio per il popolo italiano, mi dedicherò al diritto penale per perseguire e assicurare alla Corte internazionale" i trafficanti di uomini. "Sono rimasto scioccato da questa nuova strage, come premier non avrò pace fino a quando questi trafficanti, uno a uno, non saranno assicurati alla Corte internazionale penale. Siamo più convinti di prima nel contrastare i trafficanti", ha aggiunto.

Sea-Watch: "Soccorse 47 persone" - Altre 47 persone sono state invece soccorse da una nave della Ong Sea-Watch. "Abbiamo appena soccorso 47 persone a bordo di un gommone in difficoltà. In precedenza, Alarm Phone (servizio di segnalazione telefonica per imbarcazioni in difficoltà, ndr) e Moonbird (aereo della Ong che avvista migranti nel Mediterraneo, ndr) avevano informato la nostra imbarcazione e le autorità di un possibile caso. Dopo una ricerca, la Sea-Watch 3 li ha trovati. Ora sono tutti in salvo e ci stiamo prendendo cura di loro", ha infatti annunciato l'organizzazione in un tweet.

Salvini: "Le Ong tornano in mare e i migranti a morire" - "Altri morti al largo della Libia. Finché i porti europei rimarranno aperti, finché qualcuno continuerà ad aiutare i trafficanti, purtroppo gli scafisti continueranno a fare affari e a uccidere", ha scritto in un tweet il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando il nuovo naufragio al largo della Libia.

Salvini è poi passato a parlare del nuovo soccorso in mare della Ong Sea-Watch. "Si scordino di ricominciare la solita manfrina del porto in Italia o del 'Salvini cattivo'. In Italia no - ha detto il ministro -. "Una riflessione - ha quindi aggiunto -: tornano in mare davanti alla Libia le navi delle Ong, gli scafisti ricominciano i loro sporchi traffici, le persone tornano a morire. Ma il 'cattivo' sono io. Mah...".

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